Elezioni in Germania, trionfa il Csu di Merz. Boom dell’Afd: oltre il 20%. Crolla l’SPD di Scholz

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Il voto in Germania, quando lo scrutinio deve essere ancora terminato, restituisce risultati sorprendenti, premiando Cdu/Csu (conservatori) di Friedrich Merz, che si attesterebbe quasi al 29%, con l’Afd di Alice Weidel che raddoppia i voti di quattro anni fa e si attesta a quasi il 21 percento (nel 2021 era poco sopra il 10). L’affluenza è stata record: circa l’82,5 percento, partecipazione che non si vedeva dai tempi della riunificazione.

I socialdemocratici di Olaf Scholz (SPD) sprofondano al 16 percento, perdendo quasi 10 punti, mentre non va bene per i Verdi che perdono qualche punto rispetto alla passata elezione al Bundestag. Tonfo anche per i Liberali dell’FDP che si attestano al 4,7 perdendo il 6,7%. Guadagnano Linke e BSW, che dovrebbero entrare in parlamento.

Su 630 seggi, la maggioranza è di 316. Friedrich Merz, dello stesso partito della Merkel, per poter formare un governo e diventare cancelliere dovrà trovare la quadra con altri partiti. L’Afd, con la leader Alice Weidel, ha già fatto sapere di essere disponibile ad entrare in coalizione con Merz e risollevare la Germania. Sia l’Unione di Merz che Alternative fur Deutschland hanno insieme la maggioranza quasi assoluta dei seggi: al momento 209+149 (358).

Inoltre – come ad esempio il governo gialloverde M5s-Lega nel 2018 -, rispecchia la volontà di cambiamento della stragrande maggioranza degli elettori tedeschi. Tuttavia è difficile che Merz si accordi con la destra. Più facile per lui è tenere la barra filo europeista e filo Nato, quindi non si esclude che trovi accordi anche con gli sconfitti socialdemocratici di Scholz e coi Verdi, “la Grande coalizione”, pur di governare e appagare i desiderata delle èlite di Bruxelles alle quali appartiene.

Non a caso, molti media mainstream occidentali, pur di respingere lo “spettro” Afd stanno tentando di orientare a comporre un governo formato dai popolari trionfanti di Merz e dai socialdemocratici trombati, compreso i Verdi. Una “macedonia” simile all’Ulivo di Prodi che non potrà che peggiorare le cose in Germania. Una idea balzana che significa non tener conto della volontà dei tedeschi che hanno espresso in modo chiaro un cambiamento dopo la disastrosa era Scholz.

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