Un terremoto di potenza devastante, di magnitudo 7.7, seguito a 12 minuti di distanza da una seconda scossa di 6.4, ha colpito il centro della Myanmar (Birmania), dove si teme una catastrofe, con l’Usgs che parla del rischio di “migliaia di morti”. Un sisma di potenza simile a quello di Turchia e Siria nel 2023 con decine di migliaia di vittime.
L’epicentro, secondo l’istituto geosismico Usa, è localizzato vicino a Saigang, dove passa una faglia sismica che taglia a metà il Paese lungo una direttrice nord-sud, a una ventina di chilometri dalla città storica e antica capitale precoloniale di Mandalay, seconda città del Myanmar con circa un milione di abitanti, sulle rive del fiume Irrawaddy, dov’è crollato un ponte in ferro, piena di templi e pagode antichi e monumenti storici. E dove sui social si registrano rovine e distruzione nonché almeno 25 morti, fra cui diversi bambini, nel crollo di una moschea.
Il sisma principale, che ha avuto origine a soli 10 chilometri di profondità alle 14.20, ora locale (le 07.50 italiane) precisa l’Usgs, ha colpito con effetti potenti anche in Cina, nella remota provincia montagnosa dello Yunnan, e soprattutto in Thailandia, dove nella capitale Bangkok, a mille chilometri dall’epicentro, è crollato un grattacielo di 30 piani in costruzione, con decine di operai dispersi (forse almeno 80, secondo alcune fonti) e almeno 4 vittime accertate.
L’acqua di una piscina come il mare in tempesta
Myanmar’da 7,7 ve 6,4 büyüklüğünde iki deprem meydana geldi
Tayland’ı da vuran ÅŸiddetli depremin sarsıntılarıyla bir havuzun taÅŸması görüntülendihttps://t.co/g3c1gzElz1 pic.twitter.com/lcuPexMJOn
— Anadolu Ajansı (@anadoluajansi) March 28, 2025
Tremori sono stati avvertiti anche nei vicini Laos e Vietnam. Secondo l’istituto geosismico italiano Igv, la scossa principale è stata di 300 volte più potente di quella di Amatrice del 2016. Quello stesso anno in Myanmar si è verificato il terremoto recente più potente, con 3 morti e molti crolli.
La giunta militare golpista, al potere in Myanmar dal 2021, ha lanciato un appello urgente per aiuti umanitari alla comunità internazionale: una mossa inusuale per un governo militare, che fa intravvedere come il disastro possa avere proporzioni enormi in un Paese ripiombato nella povertà , isolato e percorso da conflitti armati. Fra i primi a offrire aiuto c’è l’India, che si è messa a disposizione anche della Thailandia.
Il crollo di un grattacielo filmato in diretta
Il bilancio delle vittime, che si teme drammatico, è in continuo aggiornamento, anche se le informazioni circolano con difficoltà nel Paese. Ma la giunta ha dichiarato lo stato d’emergenza in sei province: Sagaing, Mandalay, Bago, Magway e nello stato autonomo orientale di Shan. Il capo della giunta militare, Min Aung Hlaing, ha visitato l’ospedale principale della moderna capitale Naypyidaw, ha constatato l’Afp, che dà conto di “feriti in massa” che si accumulano dentro e fuori dalla struttura, che ospita 1.000 posti letto, con pazienti allineati a terra fuori dal pronto soccorso, assistiti dai familiari con molti che si “contorcono dal dolore”.
La città storica di Mandalay, l’antica capitale pre-coloniale e ricca di templi buddisti storici e monumenti antichi, ha subito gravi crolli, secondo quanto si vede da immagini diffuse sui social e sui media. Non ci sono ancora dati sulle vittime. I feriti stanno accumulandosi “in massa” dentro e fuori dal principale ospedale di Naypyidaw, la capitale del Myanmar. Lo ha dichiarato un funzionario dell’ospedale, che ha detto che tantissimi feriti sono stati curati fuori dal pronto soccorso da 1.000 posti letto. “Alcuni si contorcevano dal dolore, altri giacevano immobili mentre i parenti cercavano di confortarli”, ha raccontato il funzionario birmano. Il sisma ha avuto origine a 10 km di profondità alle 14.20, ora locale, le 07.50 italiane, precisa l’Usgs. Fonti giornalistiche Afp a Naypyidaw, capitale del Myanmar, hanno detto che le strade sono state piegate dalla forza tellurica e molti edifici hanno subito forti danni. Le scosse sono state avvertite anche nel nord della Thailandia e fino alla capitale Bangkok, dove i residenti sono corsi in strada mentre gli edifici tremavano.
La Croce Rossa segnala difficoltà nell’accesso ad alcune zone dopo i terremoti
Anche la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito al terremoto in Myanmar. “Un terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito il Myanmar questo pomeriggio, ora locale, e forti scosse sono state avvertite anche nella vicina Thailandia. I team della Croce Rossa del Myanmar stanno valutando la situazione, ma stanno riscontrando difficoltà nell’accesso alle aree colpite a causa di interruzioni di corrente e di rete nelle regioni di Mandalay e Sagaing, nonché nello Stato di Shan meridionale”, si legge nella dichiarazione.
Nella dichiarazione si afferma che, secondo le prime informazioni provenienti dal campo, il terremoto ha causato danni ingenti e che sono ancora in corso le raccolte di informazioni sulle necessità umanitarie.
L’Ingv: “Sismicità molto rilevante lungo la catena himalaiana formatasi dalla collisione tra la placca indiana e quella euroasiatica”
Si tratta di una zona caratterizzata da una sismicità molto rilevante, lungo la catena himalaiana formatasi dalla collisione tra la placca indiana e quella euroasiatica. I terremoti superficiali all’interno dell’arco indo-birmano si verificano prevalentemente su una combinazione di faglie trascorrenti e inverse, tra cui le faglie di Sagaing, Kabaw e Dauki. Tra il 1930 e il 1956, si sono verificati sei terremoti di magnitudo superiore a 7.0 vicino alla faglia di Sagaing, causando gravi danni in Myanmar, tra cui la generazione di frane, liquefazione e 610 vittime. Nel periodo pre-strumentale, il grande terremoto di Shillong si è verificato il 12 giugno 1897, causando una distruzione diffusa. E’ quando si afferma in una nota dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
La Croce Rossa preoccupata per il “potenziale impatto umanitario” dei terremoti in Myanmar
Marie Manrique, coordinatrice del programma della delegazione nazionale del Myanmar della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR), ha affermato che sono molto preoccupate per il “potenziale impatto umanitario” dei terremoti in Myanmar.
Manrique ha formulato le sue valutazioni partecipando online alla conferenza stampa settimanale dell’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra.
Facendo notare che i forti terremoti verificatisi oggi in Myanmar sono stati avvertiti in molte parti del Paese e nei Paesi vicini: Thailandia, Cina e India, Manrique ha sottolineato che è stato necessario evacuare l’edificio in cui si trovavano.
Manrique ha sottolineato che molti edifici e infrastrutture pubbliche, tra cui strade e ponti, sono stati danneggiati dai terremoti.
Affermando che le squadre della Croce Rossa del Myanmar hanno attivato la risposta all’emergenza, Manrique ha affermato che tra un po’ inizieranno a ottenere informazioni chiare sull’impatto del terremoto.
“Siamo molto preoccupati per il possibile impatto umanitario dei terremoti. La maggior parte delle linee telefoniche commerciali non funzionano”, ha detto Manrique. ha detto.
Affermando che il Myanmar è alle prese da tempo con diverse crisi, Manrique ha fatto notare che i terremoti colpiranno maggiormente le persone più vulnerabili a causa della crisi di lunga durata.
