Pedofilia, mons. Viganò attacca il Papa: “Sapevi, ora dimettiti. Sei il Male”

Il pontefice replica: "Notizia si commenta da sé", ma è scontro in Vaticano. L'ex Nunzio: "Bergoglio non si è opposto al male ma si è associato nel compiere il male"

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Papa Francesco Bergoglio Carlo Maria Viganò
Papa Francesco e monsignor Carlo Maria Viganò

E’ scontro ai piani alti del Vaticano per gli abusi sessuali compiuti sui minori da alti prelati della Chiesa cattolica nel mondo. L’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti, monsignor Carlo Maria Viganò accusa apertamente Bergoglio di essere stato a conoscenza degli abusi dell’ormai ex cardinale americano Theodore McCarrick e gli ha chiesto di dimettersi.

Il pontefice, in Irlanda per chiedere scusa alle vittime di pedofilia da parte di preti e vescovi, ha replicato: “Io non dirò una parola su questo: credo che il comunicato parla da sé e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni”, ha detto Papa Francesco che ha poi implorato il perdono del Signore per i peccati di pedofilia.

Il Papa ha pregato per “tutti i sopravvissuti agli abusi da parte di membri della Chiesa in Irlanda. Nessuno di noi può esimersi dal commuoversi per le storie di minori che hanno patito abusi, che sono stati derubati dell’innocenza e abbandonati allo sfregio di dolorosi ricordi. Questa piaga aperta ci sfida ad essere fermi e decisi nella ricerca della verità e della giustizia”.

Ecco le accuse al papa da monsignor Viganò 

In una lunga lettera, monsignor Viganò, ripercorre tutte le tappe dei casi di pedofilia nella Chiesa e in conclusione attacca il Papa, riprendendo un passaggio di ciò che il pontefice disse nell’Angelus del 12 agosto 2018.

“Ognuno – disse Francesco ricordato da Viganò – è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto… Se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene”.

“Se questa – osserva e sottolinea l’ex nunzio – giustamente è da considerarsi una grave responsabilità morale per ogni fedele, quanto più grave lo è per il supremo pastore della Chiesa, il quale nel caso di McCarrick non solo non si è opposto al male ma si è associato nel compiere il male con chi sapeva essere profondamente corrotto, ha seguito i consigli di chi ben sapeva essere un perverso, moltiplicando così in modo esponenziale con la sua suprema autorità il male operato da McCarrick. E quanti altri cattivi pastori Francesco sta ancora continuando ad appoggiare nella loro azione di distruzione della Chiesa!

Francesco sta abdicando al mandato che Cristo diede a Pietro di confermare i fratelli. Anzi con la sua azione li ha divisi, li induce in errore, incoraggia i lupi nel continuare a dilaniare le pecore del gregge di Cristo.

In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero, papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a Cardinali e Vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro.

Seppur nello sconcerto e nella tristezza per l’enormità di quanto sta accadendo, non perdiamo la speranza! Ben sappiamo che la grande maggioranza dei nostri pastori vivono con fedeltà e dedizione la loro vocazione sacerdotale.

È nei momenti di grande prova che la grazia del Signore si rivela sovrabbondante e mette la sua misericordia senza limiti a disposizione di tutti; ma è concessa solo a chi è veramente pentito e propone sinceramente di emendarsi. Questo è il tempo opportuno per la Chiesa, per confessare i propri peccati, per convertirsi e fare penitenza.

Preghiamo tutti per la Chiesa e per il papa, ricordiamoci di quante volte ci ha chiesto di pregare per lui!

Rinnoviamo tutti la fede nella Chiesa nostra madre: “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica!”. Cristo non abbandonerà mai la sua Chiesa! L’ha generata nel suo sangue e la rianimacontinuamente con il suo Spirito!”, conclude Viganò. Leggi la lettera integrale di monsignor Viganò.