Smantellato “Drive-In” dello spaccio, in manette 18 pusher in Lombardia

Carlomagno Jeep agosto 18

carabinieri droga

Si è conclusa alle prime luci dell’alba una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo lombardo, nei confronti di 18 pusher (10 cittadini marocchini e 8 italiani), tra i 23 e i 55 anni d’età, ritenuti responsabili a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina ed eroina. 14 di loro vanno in carcere mentre 4 ai domiciliari.

Il blitz, che ha interessato le province di Milano, Alessandria, Biella, Pavia, Vercelli, giunge a coronamento di una complessa che ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, attivo nel sud-ovest milanese e in particolare nei campi di Cusago, al confine con Cisliano (Milano).

Nel mese di gennaio 2016, i Carabinieri della Stazione di Trezzano sul Naviglio, raccolte numerose segnalazioni da parte dei residenti relative all’incessante via vai di autovetture nelle aree adiacenti le due principali strade provinciali della zona (S.P. 162 e S.P. 114), hanno avviato le indagini, condotte anche con l’ausilio di attività tecniche.

Gli approfondimenti avviati hanno permesso in pochi mesi di scoprire una fiorente attività di spaccio ad opera di soggetti italiani e marocchini, attivi 7 giorni su 7, dalla tarda mattinata sino al pomeriggio inoltrato, con incassi fino a 8.000 euro al giorno.

La tecnica messa a punto permetteva agli spacciatori di agire in apparente tranquillità, sfruttando la naturale copertura offerta dalla fitta vegetazione: gli addetti alla ricezione telefonica degli ordini passavano la “commessa” agli incaricati alla suddivisione e pesatura dello stupefacente.

Questi ultimi, con appositi bilancini preparavano le dosi (in mezzo ai campi) che venivano poi distribuite ai pusher veri e propri, i quali, sfruttando i canali d’irrigazione, raggiungevano le vicine arterie di comunicazione provinciali, dove rifornivano i clienti direttamente a bordo delle proprie autovetture. Gli acquirenti, in attesa dell’evasione del rispettivo “ordine”, davano vita a vere proprie code, come in una sorta di “drive-in” dello spaccio.

I ruoli dei singoli erano ben definiti: 7 marocchini e 2 italiani si dedicavano all’attività di spaccio nei campi; 3 marocchini provvedevano al rifornimento dello stupefacente; un italiano fungeva da autista per gli spacciatori dalle rispettive abitazioni ai luoghi di smercio e, infine, altri 5 italiani si approvvigionavano dello stupefacente nei campi per poi spacciare in proprio a Milano e Vercelli.

Il giro dei clienti, che raggiungeva anche le 50 unità al giorno, era composto da persone di tutte le estrazioni sociali, compresi manager d’azienda e impiegati, provenienti sia dal milanese che da diverse province piemontesi e lombarde (Alessandria, Como, Novara, Pavia, Varese, Vercelli).

Nel corso dell’attività d’indagine erano stati già effettuati 7 arresti in flagranza di reato e sequestrati circa 30mila euro e oltre 4 kg. tra cocaina ed eroina che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre 250mila euro.