Mafia, altro colpo ai Santapaola-Ercolano: 5 arresti a Catania

Carlomagno campagna Giulietta Aprile 2018

operazione chaos Un altro colpo ai clan di mafia catanesi è stato inferto dai carabinieri del Ros e dai colleghi del comando provinciale di Catania che hanno arrestato, su delega della Dda etnea, 5 persone in prosecuzione dell’operazione Chaos scattata tra il 10 e l’11 novembre scorso.

Si tratta di Antonio Tomaselli, 51enne ritenuto il reggente della famiglia Santapaola-Ercolano, già in carcere a seguito dell’operazione della Dda; Rocco Biancoviso, (50) di Scordia; Giuseppe Conti Pasquarello (56), di Misterbianco; Angelo Di Benedetto, (31) figlio di Santo coinvolto nell’operazione Chaos; Alessandro Caruso (30), di Scordia.

Nel contempo, si è proceduto al sequestro della Conti Calcestruzzi S.r.l.s., con sede in Misterbianco.

Il provvedimento, la cui esecuzione è avvenuta ieri, scaturisce dall’ulteriore approfondimento di segmenti investigativi dell’indagine Chaos, eseguita a novembre 2017 all’esito del quale gli inquirenti hanno accertato che Rocco Biancoviso, in veste di affiliato a cosa nostra catanese – famiglia Santapaola-Ercolano, in sinergici rapporti con Tomaselli, indirizzava verso quest’ultimo, titolare occulto della Conti Calcestruzzi S.r.l.s., alcuni imprenditori impegnati nei lavori di posa in opera della fibra ottica in Catania, così consentendo a Tomaselli di divenire fornitore esclusivo del cemento occorrente per l’esecuzione dell’opera (di qualità scadente e fornito all’impresa a condizioni deteriori rispetto a quelle praticate sul libero mercato).

Secondo l’accusa, Conti Pasquarello, titolare di fatto della società, avrebbe consentito a Tomaselli di esercitare il controllo pieno ed esclusivo dell’azienda, della quale risultava essere socio occulto e unico dominus.

Angelo Di Benedetto e Alessandro Caruso, in conseguenza del rinvenimento di mezzi d’opera oggetto di furto in pregiudizio degli imprenditori e dopo gli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione Chaos, tentavano di farsi consegnare 5.000 euro, quale compenso per la restituzione, così favorendo l’associazione mafiosa Mazzei, intesi carcagnusi, cui Santo, padre di Angelo, risulta appartenere.

Il quadro indiziario è stato ulteriormente corroborato dalle dichiarazioni delle parti offese e da quelle di collaboratori di giustizia.