Terrore a Parigi. i morti 132 morti. 350 feriti. Arresti in Belgio.

Terrore-a-ParigiSale il numero delle vittime a Parigi. E’ di 132 morti e 350 feriti il bilancio ancora provvisorio degli attacchi terroristici dei jihadisti nella capitale francese. Tra i feriti ce ne sono oltre una novantina in gravissime condizioni.

Al momento sono due gli italiani feriti lievemente e fuori pericolo negli attacchi di venerdi sera. Un’italiana, Valeria Solesin, è morta. Della ragazza veneta 28enne, prima si erano perse le tracce ma poi la tragica notizia data dalla Farnesina. E’ stata uccisa al teatro Bataclan già venerdì sera.

Secondo la procura di Parigi gli autori del massacro sarebbero “tre squadre di terroristi”.  Almeno uno dei kamikaze aveva un biglietto d’ingresso alla partita Francia-Germania, ma è stato fermato ai cancelli dello “Stade de France” dopo che gli addetti ai controlli hanno scoperto che indossava dell’esplosivo. Allora si è fatto esplodere mentre tentava la fuga. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un addetto alla sicurezza dello stadio.

In Belgio sono stati arrestati tre fiancheggiatori. Tra gli aggressori un francese, un siriano e un egiziano. Si è scoperto dai passaporti vicino ai resti. Uno di questi, che ha seminato morte e terrore al teatro Bataclan, aveva un passaporto di un rifugiato siriano entrato dalla Grecia.

C’erano “cadaveri ovunque”, hanno riferito i diversi testimoni superstiti degli attentati. E’ l’11 settembre della Francia e dell’Europa; il più grave attacco contro l’occidente dopo gli attentati in America di 14 anni fa.

Sarebbero almeno sei gli attacchi simultanei lanciati dai terroristi dell’Isis attorno alle 21.15, nel cuore della capitale francese.

Il primo, un po’ a nord, allo Stade de France, gli altri tutti in centro: il secondo al Petit Cambodge Restaurant, il terzo nella stessa zona al bar “Le Carillon”, il quarto a Les Halles, il quinto e più sanguinoso al teatro Bataclan, il sesto alla Bella Equipe bar.

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Cinque degli attentatori del califfato sono stati uccisi dalle forze speciali francesi. Alcuni di questi al Bataclan, il teatro dove i terroristi hanno ucciso almeno un centinaio di persone. I miliziani islamici in tutti gli attacchi gridavano “Allah è grande”, è poi con raffiche di Kalashnikov e lancio di granate uccidevano persone inermi.

L’attacco multiplo ha la stessa matrice di Charlie Hebdo: l’Isis, che su Twitter rivendica celebra il 13 novembre 2015: “Questo è solo l’inizio”, minacciano i jihadisti. E a docici ore dall’ecatombe, arriva una nuova minaccia dello Stato islamico, che ha pubblicato un video, senza data, in cui fa sapere alla Francia: “Non vivrete in pace finché continueranno i bombardamenti”, riferisce l’emittente araba “al Arabiya”.

Alcune delle esplosioni e sparatorie sono state udite da rue de la Fontaine au roi, rue de Charonne e appunto al Bataclan, teatro molto frequentato non lontano dalla redazione di Charlie Hebdo. Colpito un ristorante, due coffe bar affollatissimi, una discoteca e altri obiettivi come lo Stade de France mentre si stava giocando Francia-Germania dove era presente il presidente francese Francois Hollande.

FRANCOIS HOLLANDE: “CHIUSE LE FRONTIERE”

“Una decina di spettatori” è stata messa in salvo fuori dalla sala concerti Bataclan, dopo un blitz delle forze di sicurezza. Lo riferisce il sito di “Le Figaro”, citando un testimone sul posto. Proprio nella sala concerti erano stati presi in ostaggio un centinaio di ostaggi. Sono decine i morti in teatro.

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ATTACCO ALLO STADIO DOVE C’ERA HOLLANDE
Tre granate sono state lanciate contro lo Stade de France provocando una quarantina di vittime. Anche Kamikaze in azione fuori dallo stadio. Il presidente francese Francois Hollande, appena appresa la notizia è stato portato via dal parco dei principi dove stava assistendo alla partita di calcio tra Francia e Germania. Il presidente si è recato al ministero dell’Interno per fare il punto. Poi ha ordinato la chiusura delle frontiere e dichiarato lo stato d’emergenza nazionale. Non avveniva dal 1944.

Gli spettatori dello Stade de France piano piano sono riusciti a defluire ma è stata dura lasciare lo stadio. Erano stati invitati a uscire dalle porte dell’impianto rimasto aperto, ma nel caos e nel panico totale, diverse migliaia di tifosi (come mostrano le immagini) sono rimasti fermi sul terreno di gioco terrorizzati dalle notizie sugli attentati attorno all’impianto sportivo di parco dei Principi.

Il presidente sta facendo il “punto della situazione” insieme all’intelligence. Hollande ha già disposto lo stato di emergenza nazionale e ha espresso in un messaggio l’appello a restare “uniti” i queste drammatiche ore.

Secondo testimoni, al Bataclan, nel XI arrondissement, sono state viste almeno due persone armate fare fuoco all’impazzata. Gridavano: “Allah è grande”. E poi raffiche di spari con Kalashnikov e esecuzioni sommarie “a uno a uno”.

Proprio venerdì mattina erano stati lanciati due allarmi bomba a Parigi, uno di questi in un albergo che ospitava la nazionale tedesca impegnata stasera contro la Francia in un’amichevole al Parco dei Principi, allo Stade de France, uno degli obiettivi dei terroristi. L’albergo era stato evacuato. Appare inquietante questa coincidenza. Al mattino gli allarmi bomba, la sera le stragi vere per mano di terroristi islamici.

Intanto l’intelligence è al lavoro per capire le dinamiche degli attacchi. La gendarmeria sta cercando di risalire all’identità dei cinque terroristi uccisi. Non si esclude che – come nell’attacco a Charlie Hebdo – gli attentatori fossero fondamentalisti islamici di nazionalità francese. Alcuni esperti notano che per compiere un attacco simultaneo di questa portata occorre una “grande preparazione” e una buona “conoscenza degli esplosivi”.

Inquirenti e medici legali al lavoro per risalire all’identità e alla nazionalità delle persone uccise. I luoghi assaliti sono frequentati anche da molti turisti.