Attentato a San Pietroburgo: 007: “E’ stato un kamikaze kirghiso”

Il presunto kamikaze di San Pietroburgo kirghisu Akbarzhon Jalilov
Il presunto kamikaze di San Pietroburgo kirghiso Akbarzhon Jalilov

Sarebbe un 22enne russo di origine kirghisa il kamikaze unico responsabile dell’attentato di ieri nella metro di San Pietroburgo che ha causato 14 morti e decine di feriti.

Il presunto attentatore, indicato dai servizi di sicurezza kirghisi (Gknb), si chiama Akbarzhon Jalilov, nato a Osh 22 anni fa. Gli 007 russi stanno facendo le opportune verifiche. L’agenzia di intelligence ha precisato che sta cooperando nelle indagini con le autorità russe. La matrice dell’attacco è comunque “terroristica”, ha fatto sapere la procura generale. E’ stato invece scagionato l’uomo con la barba e berretto ripreso dalla videosorveglianza in piazza.

Lunedì sera Putin è andato a deporre fiori sul luogo dell’attacco. Il presidente americano Donald Trump lo ha chiamato per esprimergli le sue condoglianze. Il Consiglio di sicurezza Onu parla di “vile terrorismo”. Da oggi tre giorni di lutto cittadino a San Pietroburgo.

E’ stato un attentato “terrificante” quello di lunedì ha sconvolgere l’antica capitale degli zar e città natale di Vladimir Putin, proprio nel giorno in cui il presidente russo era in zona per l’incontro con il collega bielorusso Alexander Lukashenko.

Un vagone della linea blu del metrò è stato sventrato da un’esplosione mentre correva fra le stazioni Tekhnologicheskiy Institut e Sennaya causando 14 morti, come è stato confermato dal Ministero della Salute.

Un secondo ordigno, mascherato da estintore, è stato rinvenuto in una terza stazione, la Ploshchad Vosstaniya, ed è stato disinnescato dagli artificieri: si trattava di una bomba ben più potente – un chilo di tritolo – di quella usata nel vagone della metropolitana ma di fattura simile, ovvero zeppa di “corpi lesivi” (biglie e chiodi mozzati) utilizzati per massimizzare l’impatto mortifero.