Giallo a Las Vegas, Usa: “Non è terrorismo”. L’Isis: “Era nostro soldato”

Carlomagno campagna Nuovo Stelvio 10 Maggio 2018

attentato Las VegasE’ giallo sulla matrice della strage di Las Vegas in cui sono morte 59 persone e oltre 500 sono rimaste ferite. Le autorità americane affermano che l’autore, Stephen Paddock, sia un lupo solitario “interno”, cioè non avrebbe mai aderito a gruppi politici e religiosi, ma dall’altra parte del globo arriva la rivendicazione dell’Isis: “L’agenzia di stampa Amaq dello Stato islamico (IS) ha riferito che l’aggressore di Las Vegas è un “soldato” del gruppo e si è convertito all’Islam un mese fa”, rende noto Site, il portale di monitoraggio sul terrorismo islamico.

Stephen Paddock non era noto alle forze di Polizia. Era un cittadino americano nato e cresciuto nel Nevada, nella città di Mesquite dove viveva con la sua compagna. Secondo la Polizia non aveva legami con organizzazioni terroristiche, eppure il califfato insiste: “Era dei nostri”.

L’uomo che ha compiuto la più sanguinosa strage degli Stati uniti si era da poco “convertito” alla religione islamica radicalizzandosi in tempi record: circa un mese. Il suo nome dopo l’approdo alla religione islamica, secondo quanto riportano i media americani sarebbe Samir Al-Hajib. La sua missione, dice il comunicato apparso sull’agenzia Amaq era di compiere atti terroristici “contro i Paesi della coalizione”. Colpire insomma gli “infedeli” occidentali.

La foto ricostruzione

La ricostruzione dell'attentato a Las Vegas
La ricostruzione dell’attentato a Las Vegas (secondopianonews.it)

Nella sua stanza, al 32° piano dell’hotel Mandalay Bay, la polizia ha trovato l’uomo già morto, suicida. Gli agenti hanno rinvenuto nella suite del lussuoso albergo un arsenale da guerra con 42 armi, tra pistole e fucili automatici con diversi caricatori, nonché migliaia di bossoli trovati esplosi a terra.

L’uomo ha sparato da due finestre. Ha rotto i vetri e ha iniziato a sparare all’impazzata su una folla oceanica, 30 mila persone, che in quel momento stava assistendo al festival di musica Country “Route 91 Harvest”, circa 300 metri di fronte al resort.

Maggiori dettagli potrebbe fornirli la sua compagna asiatica, Mary Lou Danley, che è stata rintracciata e sta collaborando con l’Fbi. E’ lei che potrà rivelare informazioni complete su Stephen Paddok, alias Samir Al-Hajib. Le autorità vogliono anche capire il suo ruolo, se sia stata complice oppure sapeva delle intenzioni stragiste e ha taciuto. Al momento della strage la donna era fuori Los Angeles.

E’ ancora mistero dove Stephen Paddok abbia potuto reperito l’arsenale. E’ noto che le armi in America sono in libera vendita, ma un numero così elevato, 42, insieme a migliaia di munizioni sarebbe stato notato da chiunque. Anche in questa direzione si indaga per accertare se l’arsenale, o parte di esso, sia stato fornito in modo clandestino all’autore della strage. In particolare come sia stato possibile che Paddok sia entrato nel resort senza che nessuno si sia accorto di nulla.