Siria, Erdogan: “Se Ue ostacola vi farò invadere da milioni di profughi”

Nell'operazione "Sorgente di pace", "109 terroristi sono stati uccisi" dai raid dell'esercito turco", fa sapere il presidente turco che minaccia l'Europa: "Apro porte a 3.6 milioni di profughi"

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Prosegue l’offensiva militare della Turchia nel nord-est della Siria. A meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione “Sorgente di pace”, “109 terroristi sono stati uccisi” dai raid dell’esercito turco”, fa sapere il presidente turco Recep Tayyip Erdogan tracciando un primo bilancio dell’attacco dell’artiglieria della mezza luna.

Se l’Ue – attacca Erdogan – ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra “operazione” militare, “apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”, ha minacciato il presidente turco.

L’Unione europea si sta opponendo all’azione militare preoccupata dal fatto che nella “caccia” ai terroristi del PKK curdo, possano finire vittime i civili curdo-siriani. Alcune informazioni non indipendenti hanno già fatto filtrare che vi sono vittime fra i civili curdi, ma al momento non vi è conferma. A far filtrare queste “notizie” il sedicente Osservatorio dei diritti umani in Siria gestito da una sola persona che vive a Londra.

“L’operazione militare della Turchia nel nord-est della Siria è il risultato delle azioni degli Stati Uniti in quell’area”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato da Interfax.

“La Russia promuoverà il dialogo “tra Damasco e Ankara” alla luce dell’operazione turca in Siria, ha aggiunto il ministro Lavrov. “Abbiamo motivi per credere che soddisferà gli interessi di entrambe le parti”, ha affermato ancora Lavrov. Allo stesso tempo la Russia “promuoverà i contatti tra Damasco e i gruppi curdi che rinunciano all’estremismo e alle tattiche terroristiche”.

Al mondo intero “voglio dare questa rassicurazione: Daesh (Isis) non sarà presente nella regione” della Siria nordorientale dopo l’operazione militare avviata dalla Turchia, ha detto ancora il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ai leader provinciali del suo Akp.