Inferno a Beirut per una potente esplosione, oltre 130 morti, migliaia di feriti

Le deflagrazioni sono avvenute in zona portuale, in una industria chimica. La città è totalmente devastata. Decine di dispersi. Si indaga sulle cause. Gli Usa parlano di un attacco terroristico

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Un paio di potentissime esplosioni si sono verificate nella zona portuale di Beirut, in Libano. Il bilancio è drammatico: oltre 130 vittime e almeno cinquemila i feriti. Decine i dispersi, mentre si contano a migliaia le famiglie sfollate perché con le case sventrate.

Secondo le prime informazioni, a innescare le esplosioni udite a decine e decine di km, sarebbero stato un malfunzionamento al circuito di alcune cisterne di nitrato di ammonio, una pericolosa sostanza chimica che viene usata anche per realizzare esplosivi.

Dopo il fortissimo boato una nube tossica si è levata in cielo. Secondo testimonianze, a seguito delle esplosioni le auto sono state sollevate da terra per alcuni metri, mentre gli edifici completamente sventrati in quasi tutta la città, che è totalmente devastata. Le autorità stanno indagando sulle cause della deflagrazione. Nessuna pista è esclusa, dall’incidente accidentale, fino all’attentato terroristico.

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali. Le squadre di soccorso cercano i dispersi.

Oltre 300 mila persone sono rimaste senza casa, ha detto il governatore della città precisando che, secondo una prima stima, i danni materiali ammontano a oltre tre miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio cittadino.

“La Ue ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l’invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite”, ha annunciato il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic. “La Ue è pronta a fornire assistenza e sostegno. Siate forti”: così in un tweet il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Anche l’alto rappresentante della politica estera, Josep Borrell, esprime “piena solidarietà e sostegno totale alle famiglie delle vittime, al popolo e alle autorità libanesi”.

“Preghiamo per le vittime e per i loro familiari, e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso, e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando”, ha detto il Papa nell’udienza generale.

È “un appello agli Stati del mondo” quello che il cardinale Bechara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, lancia all’indomani della “misteriosa esplosione” che ha squarciato la capitale Beirut. “Beirut è una città devastata – scrive il cardinale nel suo appello inviato al Sir – è una catastrofe”. Il patriarca maronita parla di “una scena di guerra senza guerra”. Il cardinale libanese si rivolge a tutti gli Stati del mondo “per fornire aiuti immediati necessari a salvare la città di Beirut”.

Mattarella ha inviato al Presidente della Repubblica Libanese, Michel Aoun, un messaggio: “Ci stringiamo con affetto all’amico popolo Libanese. Il nostro pensiero va alle numerosissime vittime della tragedia e alle loro famiglie, mentre con viva speranza auguriamo ai feriti una pronta e completa guarigione”.

Dirigenti militari Usa pensano che l’esplosione a Beirut sia stata una bomba, ha detto il presidente americano Donald Trump. “Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo”, ha spiegato Trump aggiungendo che gli Usa aiuteranno il Libano.

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