La Chiesa americana attacca Joe Biden: “La sua politica diffonde il male”

Il capo della conferenza episcopale Usa avverte che le politiche a favore dell'aborto del nuovo presidente "promuoveranno i mali morali e minacceranno la vita e la dignità umana".

Carlomagno Jeep Compass Febbraio 2021

Il secondo presidente Usa di fede cattolica dopo John Fitzgerald Kennedy ha ricevuto segnali contrastanti dalla sua Chiesa. Un duro comunicato dei vescovi Usa in cui si afferma che Joe Biden “farà avanzare mali morali”, tra cui contraccezione, aborto e matrimoni omosessuali. La dichiarazione, firmata dal presidente della conferenza episcopale americana, l’arcivescovo di Los Angeles José Gomez, ha scatenato polemiche all’interno della Chiesa.

“Prego che Dio – ha detto l’Arcivescovo Gomez – gli conceda saggezza e coraggio per guidare questa grande Nazione e che Dio lo aiuti a superare le prove di questi tempi, a guarire le ferite causate da questa pandemia, ad alleviare le nostre intense divisioni politiche e culturali e a portare persone insieme con rinnovata dedizione agli scopi fondanti dell’America, per essere una nazione sotto Dio impegnata per la libertà e l’uguaglianza per tutti “.

Ma, ha continuato, “devo sottolineare che il nostro nuovo presidente si è impegnato a perseguire determinate politiche che farebbero avanzare i mali morali e minaccerebbero la vita e la dignità umana, soprattutto nelle aree dell’aborto, della contraccezione, del matrimonio e del genere. Di profonda preoccupazione è la libertà della Chiesa e la libertà dei credenti di vivere secondo la loro coscienza”.

Il precedente di Monsignor Viganò
Già nei mesi scorsi c’era stato un durissimo affondo dell’Arcivescovo monsignor Carlo Maria Viganò, già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, che in una lettera all’ormai ex presidente degli Usa Donald Trump parlava di un “un piano globale, denominato Great Reset, che è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli”.

Nella lettera l’alto prelato scriveva che lo “scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni.

Signor Presidente, – proseguiva Viganò – immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi, il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia…”.

Monsignor Viganò a Trump: “Un piano diabolico per imporre una dittatura mondiale”

 

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