Fornero, Boeri paventa rischi di sistema. Salvini: “Professorone si dimetta”

Carlomagno campagna ottobre 2018
Matteo Salvini e Tito Boeri
Matteo Salvini e Tito Boeri

E’ scontro aperto tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e il governo sulla riforma della legge Fornero, con il primo che paventa un “default” con 100 miliardi di debiti, mentre il vicepremier Salvini ne chiede le dimissioni.

Con le ipotesi del Governo su quota 100 per l’accesso alla pensione e lo stop all’adeguamento della speranza di vita per le pensioni anticipate nel 2019 “il sistema previdenziale è a rischio”, ha detto il presidente dell’Inps Boeri a margine di una audizione alla Commissione Lavoro della Camera.

“Si aumenta la spesa e si riducono i contributi – spiega – non bastano due giovani neo assunti per pagare la pensione di uno che esce”. Introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all’indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata porta a un “incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell’ordine di 100 miliardi”, ha detto. “Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d’allarme”.

A stretto giro arriva la replica del vicepremier Matteo Salvini, che della riforma della Fornero ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, insieme ai Cinquestelle. “Da italiano – attacca ilministro dell’Interno – invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell’Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni”.

“Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo”, ha detto Salvini.