10 Agosto 2022

Manovra, approvati dal Cdm i decreti fiscale e semplificazione

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Di Maio Conte Salvini Tria  Via libera ieri sera alla manovra 2019 da parte del Consiglio dei Ministri. Il governo ha approvato anche il decreto fiscale e il decreto semplificazione. Al termine del Consiglio dei ministri, il premier, Giuseppe Conte, ha precisato che il Draft Budgetary Plan sarà inviato a Bruxelles “entro le 24, come previsto”. “Manteniamo tutte le promesse, siamo molto soddisfatti, frutto di un lavoro meditato e di tanti incontri”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio.

Anche il vicepremier, Matteo Salvini, si è detto estremamente soddisfatto, anche se stanco. “Cominciamo a mantenere gli impegni presi gradualmente ma con coraggio – ha rilevato -. Di più non so cosa avremmo potuto inserire in una manovra non fa miracoli, non moltiplica pani e pesci ma apre opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di giovani. Dopo 137 giorni di governo c’è da essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto”.

Nella manovra, ha affermato l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, “si confermano quota 100 e il reddito e la pensione di cittadinanza che partiranno nei primi tre mesi del 2019”. Di Maio ha confermato anche l’aumento della tassazione sul gioco d’azzardo (“piaga sociale da combattere”). Non solo: l’anno prossimo sarà confermata ‘opzione donna’ per il pensionamento anticipato.

“La Logica della manovra è quella illustrata nella Nadef – ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria -: riflette quanto era lì contenuto sia negli obiettivi di deficit, come ovvio, che nei contenuti. I principali sono l’eliminazione dell’aumento Iva previsto nella legislazione vigente, il finanziamento del reddito di cittadinanza e della correzione della Fornero per la possibilità di andare in pensione un po’ prima per superare problemi di turn over. Ci sono provvedimenti fiscali a favore soprattutto delle piccole imprese”.

Tria ha anche smentito le voci su sue possibili dimissioni dopo il percorso della legge di bilancio: “Non sono portato al masochismo, di subire tutta legge di bilancio e la discussione per dimettermi dopo, smentisco, non avrebbe senso”.

Tregua, dunque, ma resta alta la tensione tra Lega e M5S. Tre vertici nel giro di ventiquattrore e poco prima del Consiglio dei ministri che ha approvato la manovra da 37 miliardi, l’annuncio di aver siglato un’intesa su pensioni e fisco.

Nonostante il caos e i litigi, che hanno portato Luigi Di Maio a disertare la prima riunione della giornata, a sera gli alleati festeggiano, almeno a parole: “Questa non è una semplice manovra – scrive il leader 5S – è un Nuovo Contratto Sociale che lo Stato stipula con i cittadini”; promesse “mantenute” con “gradualità e coraggio”, fa eco Matteo Salvini che a Cdm in corso posta anche un selfie per esprimere tutta la sua soddisfazione. (Ansa)


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