A due settimane delle Europee, sale la tensione tra Salvini e Di Maio

Il capo dei Cinquestelle alza posta con il collega vicepremier: "Ora conflitto interesse". E avverte, "chiuda i rapporti con Berlusconi". Intanto pressing della Lega per il Dl sicurezza-bis

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A due settimane delle Europee, sale la tensione tra Salvini e Di Maio
Ansa

A due settimane dal voto per le elezioni europee, sale la competizione tra M5s e Lega, i due partiti di maggioranza, e con essa anche la tensione dopo la telefonata di Salvini a Berlusconi dopo le sue dimissioni in ospedale.

Telefonata non gradita dal vicepremier Luigi Di Maio. “Gli ho fatto solo gli auguri di pronta guarigione”, ha replicato il ministro dell’Interno. Le frizioni tra i due erano cominciate col caso Siri, poi col caso Raggi e il salva Roma. Ma, aveva fatto sapere Salvini, i pentastellati “provocano per recuperare consenso”, ha detto precisando che il governo, per lui, va avanti per tutta la legislatura.

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Luigi Di Maio “annusa” una possibile riapertura dei canali di dialogo tra Salvini e Forza Italia e alza le barricate. La vera emergenza “è la corruzione e per contrastarla serve una legge sul conflitto di interesse: da lunedì la calendarizzeremo in Commissione alla Camera”, avverte il vicepremier pentastellato che mette in guardia l’alleato: se non la vota la Lega lo chiederà al Pd.

La proposta sembra un attacco diretto a Silvio Berlusconi. Ma non solo: nel mirino ci sono tutti i “tycoon” di Italia a cui venisse in mente di buttarsi in politica, ma anche le cosiddette Authority, come quella sulla Privacy diretta dal dem Antonello Soro con cui il M5s si è di recente scontrato per i rilievi sulla piattaforma Rousseau, o come Bankitalia o Consob.

Il Viminale intanto diffonde una bozza del Decreto sicurezza bis con nuove disposizioni sui migranti e una stretta sulle navi mercantili e Ong che trasportano clandestini. E’ la “fase due” annunciata a Napoli dal leader della Lega “Se qualcuno rimpiange i porti aperti che portavano in Italia più clandestini e facevano morire in mare più persone, sappia che avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile” è il suo altolà.

Ma non basta a placare gli animi. “Non vorrei che il dl sicurezza Bis fosse un ennesima iniziativa per coprire il caso Siri” lo stuzzica l’alleato di governo che si dice “molto deluso” dal provvedimento.

Nella bozza del Dl sicurezza bis “non c’è nulla sui rimpatri” attacca ancora Di Maio che incalza: “noi siamo pronti a dare una mano al ministero degli interni ma non può essere sempre colpa degli altri”. Un botta e risposta che non si placa: “Se tutti i ministri portassero i risultati che ho portato io, l’Italia sarebbe un Paese migliore” rintuzza Salvini che “minaccia” di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già “la prossima settimana. Io sono pronto, aspetto le riflessioni degli altri ministri”.

Ma mentre lo scontro va in scena, in parallelo si muovono le diplomazie. A Di Maio che chiede una smentita dei contatti tra Lega e il Cavaliere (“se venissero confermati sarebbe grave, visto che questi contatti arrivano proprio dopo che abbiamo detto chiaramente che avremmo accelerato con la legge sul conflitto d’interesse”) risponde il sottosegretario leghista Claudio Durigon: “il conflitto di interessi? Tutto ciò che è scritto nel contratto è fondamentale e va portato avanti. Non c’è assolutamente nessun malcontento nella Lega”.

Filtra invece l’irritazione’ del M5s per come alcuni organi di stampa o Tg starebbero “deviando” le responsabilità di Salvini sugli sbarchi “attribuendole a Conte” e attribuendo la causa degli ultimi sbarchi ad una “una fantomatica linea morbida” del premier. In realtà, protestano i 5 Stelle, “Conte è intervenuto in pieno accordo con il ministro Salvini, perche’, come insegna il caso Diciotti, quando i migranti sono su una nostra nave militare sono già sul nostro territorio e lo sbarco non si può evitare”.

Intanto però rischia di riaprirsi lo scontro pure sullo sbloccacantieri per il quale Di Maio annuncia di avere in serbo una nuova proposta: “sono molto impegnato a guardare l’evolversi degli emendamenti e da parte nostra ci sarà una novità e quella sì che manterrà fede ad un’altra promessa che abbiamo fatto insieme in questo governo” annuncia sibillino dopo che la Lega ha messo in guardia il M5s sulla “priorità” Tav. Per Salvini, concentrato sul dl sicurezza bis, la replica sembra erga omnes: se Luigi Di Maio “ha delle idee le dica. Io sto sentendo tanti No, però con i No non si va da nessuna parte”.