Governo, Di Maio azzoppa l’intesa tra M5s e PD e strizza l’occhio a Salvini

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La delegazione del M5s dopo le consultazioni da Conte (Ansa)

Colpo di scena nella trattativa di governo tra il M5s e il PD. Il capo politico del movimento, Luigi Di Maio, dopo le consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, oggi pomeriggio ha gelato tutti lanciando un aut aut ai dem: “O nel programma entrano tutti i nostri punti, o il voto”.

Immediata la reazione dal Nazzareno con il segretario Zingaretti che replica: “No a ultimatum”. Di Maio ha consegnato una lista di 20 punti (e non più dieci) al premier incaricato sottolineando alcune posizioni che danno l’impressione di una riapertura al primo forno, quello con la Lega, che aveva offerto in extremis a Di Maio la premiership. “Siamo orgogliosi di questi 14 mesi di governo”, con Salvini, per questo “i decreti sicurezza (quelli che il Pd vorrebbe cancellare), vanno tenuti” magari smussandoli e recepire le osservazioni del capo dello Stato, ha detto Di Maio.

Zingaretti, con un tweet, scrive: “Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”.

‘Discorso duro? Non l’ho sentito proprio”, ha detto poi Conte che, al funerale del cardinale Silvestrini, ha avuto un breve incontro con il Papa. In serata “pontieri” al lavoro con il premier incaricato che a Palazzo Chigi, ha visto Franceschini e Orlando, D’Uva e Patuanelli. “C’è un percorso per un programma condiviso”, ha assicurato in una nota. Ma la trattativa sembra più in salita che mai, dopo stop and go a più riprese.

A tutti Conte avrebbe chiesto una rosa di nomi per ciascun ministeri. Ma i Dem avvertono: “Precondizione per andare avanti è un chiarimento sulle parole di Di Maio” che nel pomeriggio ha quasi fatto saltare il tavolo evocando le urne “il prima possibile”, se i venti punti non entrano nel contratto. Punti che mettono al centro molti temi legati alla Lega: dall’Autonomia, alla forte riduzione delle tasse alle imprese, alla centralità della famiglia, a sostegno della natalità, al contrasto all’immigrazione clandestina e alla modifica del regolamento di Dublino.