25 Febbraio 2024

Russiagate, il ministro Usa incontrò due volte i 007 italiani

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Il ministro della giustizia Usa William Barr

“Ci sono stati almeno due incontri tra il ministro della giustizia statunitense William Barr e i capi dei servizi segreti italiani. Riunioni segrete che avevano come obiettivo la raccolta di informazioni sull’origine del Russiagate e in particolare sul destino di Joseph Mifsud, il professore dell’università Link Campus di Roma che nel 2016 avrebbe informato George Papadopoulos – all’epoca consigliere della campagna elettorale di Donald Trump – dell’esistenza di ‘migliaia di mail imbarazzanti su Hillary Clinton‘, in possesso dei russi”. A scriverlo, in un articolo intitolato “Il ministro di Trump vide due volte i vertici 007. Palazzo Chigi ‘autorizzò'” è il Corriere della Sera.

Barr – si legge ancora – sta cercando elementi per screditare il lavoro di Mueller e proprio in questa attività si inquadrano i suoi recenti viaggi in Italia”, si legge ancora. Il Corriere torna poi allo scorso agosto “quando Barr arriva a Roma. Secondo il sito Politico alloggia al Marriott Grand Flora Hotel, in via Veneto, a due passi dall’ambasciata americana, ed è accompagnato da alcuni collaboratori. Il ministro Usa, si scopre adesso, ha contatti con il premier Giuseppe Conte – titolare della delega ai servizi segreti – che fornisce il via libera alla collaborazione. Poi incontra il capo del Dis Gennaro Vecchione. L’obiettivo di Barr è chiaro: scoprire se il nostro Paese abbia avuto un ruolo nel Russiagate, se abbia ottenuto documenti riservati e se gli 007 abbiano effettivamente aiutato Mifsud – sparito dall’ottobre 2017 – a trovare un rifugio sicuro. In quei giorni è ancora in carica il governo gialloverde: Conte ha informato i suoi ministri dei contatti con Barr? Dopo quel primo appuntamento Vecchione chiede notizie ai capi delle due agenzie – l’Aisi per la sicurezza interna e l’Aise per quella esterna – e mantiene aperto il canale con Washington”.
“La scorsa settimana – al governo c’è la coalizione M5S-Pd – l’impegno preso da Vecchione si concretizza con una riunione “allargata”. Barr torna a Roma e incontra nella sede del Dis di piazza Dante lo stesso direttore, il capo dell’Aise Luciano Carta e quello dell’Aisi Mario Parente. Con loro c’è anche il procuratore Dhuram. Viene rinnovata la richiesta – già rivolta a Gran Bretagna e Australia – di mettere a disposizione eventuale documentazione raccolta in questi anni. L’attenzione si concentra su Mifsud, visto il ruolo chiave che gli ha assegnato Papodopoulos.
Agli atti ci sono diversi incontri tra i due, alcuni anche in compagnia di Olga Polonskaya, ex manager di una società russa che si sarebbe presentata come amica dell’ambasciatore russo a Londra. Barr insiste più volte sulla necessità di scoprire che fine abbia fatto. Nonostante risultasse irreperibile dal 2017, il professore avrebbe alloggiato infatti a Roma, in un appartamento intestato a una società collegata con la Link Campus, fino a maggio 2018. Barr chiede notizie sull’Università e sui collegamenti con M5s. Al termine dell’incontro Vecchione informa Conte”.
(Adnkronos)

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