Russiagate, il ministro Usa incontrò due volte i 007 italiani


Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb
Il ministro della giustizia Usa William Barr

“Ci sono stati almeno due incontri tra il ministro della giustizia statunitense William Barr e i capi dei servizi segreti italiani. Riunioni segrete che avevano come obiettivo la raccolta di informazioni sull’origine del Russiagate e in particolare sul destino di Joseph Mifsud, il professore dell’università Link Campus di Roma che nel 2016 avrebbe informato George Papadopoulos – all’epoca consigliere della campagna elettorale di Donald Trump – dell’esistenza di ‘migliaia di mail imbarazzanti su Hillary Clinton‘, in possesso dei russi”. A scriverlo, in un articolo intitolato “Il ministro di Trump vide due volte i vertici 007. Palazzo Chigi ‘autorizzò'” è il Corriere della Sera.

Barr – si legge ancora – sta cercando elementi per screditare il lavoro di Mueller e proprio in questa attività si inquadrano i suoi recenti viaggi in Italia”, si legge ancora. Il Corriere torna poi allo scorso agosto “quando Barr arriva a Roma. Secondo il sito Politico alloggia al Marriott Grand Flora Hotel, in via Veneto, a due passi dall’ambasciata americana, ed è accompagnato da alcuni collaboratori. Il ministro Usa, si scopre adesso, ha contatti con il premier Giuseppe Conte – titolare della delega ai servizi segreti – che fornisce il via libera alla collaborazione. Poi incontra il capo del Dis Gennaro Vecchione. L’obiettivo di Barr è chiaro: scoprire se il nostro Paese abbia avuto un ruolo nel Russiagate, se abbia ottenuto documenti riservati e se gli 007 abbiano effettivamente aiutato Mifsud – sparito dall’ottobre 2017 – a trovare un rifugio sicuro. In quei giorni è ancora in carica il governo gialloverde: Conte ha informato i suoi ministri dei contatti con Barr? Dopo quel primo appuntamento Vecchione chiede notizie ai capi delle due agenzie – l’Aisi per la sicurezza interna e l’Aise per quella esterna – e mantiene aperto il canale con Washington”.
“La scorsa settimana – al governo c’è la coalizione M5S-Pd – l’impegno preso da Vecchione si concretizza con una riunione “allargata”. Barr torna a Roma e incontra nella sede del Dis di piazza Dante lo stesso direttore, il capo dell’Aise Luciano Carta e quello dell’Aisi Mario Parente. Con loro c’è anche il procuratore Dhuram. Viene rinnovata la richiesta – già rivolta a Gran Bretagna e Australia – di mettere a disposizione eventuale documentazione raccolta in questi anni. L’attenzione si concentra su Mifsud, visto il ruolo chiave che gli ha assegnato Papodopoulos.
Agli atti ci sono diversi incontri tra i due, alcuni anche in compagnia di Olga Polonskaya, ex manager di una società russa che si sarebbe presentata come amica dell’ambasciatore russo a Londra. Barr insiste più volte sulla necessità di scoprire che fine abbia fatto. Nonostante risultasse irreperibile dal 2017, il professore avrebbe alloggiato infatti a Roma, in un appartamento intestato a una società collegata con la Link Campus, fino a maggio 2018. Barr chiede notizie sull’Università e sui collegamenti con M5s. Al termine dell’incontro Vecchione informa Conte”.
(Adnkronos)
Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb