Renzi attacca: “Governo delle tasse”. Il M5s: “Basta giochi o voto”

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Tensione nella maggioranza dopo che Matteo Renzi, nel criticare la manovra dell’esecutivo giallorosso che definisce “una mazzata di tasse per la classe media”, ha detto che “la legislatura durerà con o senza Conte”, però “dipende da come funziona il governo”, è l’avvertimento dell’ex premier.

Un messaggio quello del leader di Italia Viva che ha mandato nel panico mezzo governo, memore di ciò che Renzi propinò a Enrico Letta nel 2013 quando riuscì a strappargli la premiership nonostante avesse più volte ripetuto “Enrico stai sereno”.

A stretto giro un post del Movimento 5 stelle in cui si legge che “non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo”, con chiaro riferimento alle parole di Matteo Renzi che aveva attaccato la legge di bilancio fatta “con tasse su auto aziendali, su plastica e zucchero”.

“Lo vogliamo dire chiaramente – scrive il M5s -: non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi”.

“Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’Esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione. L’accordo sulla legge di bilancio è stato raggiunto da tutte le forze politiche di maggioranza. Ora andiamo a meta e miglioriamo la qualità della vita degli italiani”.

“Il governo è forte se lavora unito e compatto”, scrivono i pentastellati. “E tutti dobbiamo lavorare seguendo la stessa strada, perché non esistono scorciatoie. Stiamo lavorando a una manovra che darà risposte concrete agli italiani. E ci stiamo riuscendo perché ascoltiamo le persone. Falliamo ogni volta che non ascoltiamo i cittadini e iniziamo a parlare ‘politichese'”.

“In questi giorni nella legge di bilancio abbiamo portato avanti le priorità che ci avevano chiesto gli italiani: lo stop all’aumento dell’iva, la conferma di quota 100 e della flat tax per partite Iva, il lancio degli investimenti green, l’abbassamento del cuneo fiscale e il carcere per gli evasori”, tutte “misure fondamentali per dare sostegno ai cittadini”.

E Carlo Calenda attacca Matteo Renzi con un tweet al vetriolo. La “destra dopo due mesi è più forte di sempre” cinguetta l’europarlamentare, commentando quanto scritto dal leader di Italia Viva. “Questo governo è nato in emergenza per rispondere allo strappo leghista” twittava qualche ora prima Renzi.

“Con elezioni anticipate avremmo avuto aumento Iva, pieni poteri a Salvini, un capo dello Stato No Euro e tensioni sui mercati. Io rivendico l’operazione di igiene istituzionale fatto”. “L’Iva (come sempre accaduto) – replica Calenda a Renzi- l’avrebbe levata qualsiasi Gov; passi le tue giornate a sparare sul Gov. che hai promosso; se lo avessi fatto per la salvezza del Paese non avresti fatto la scissione dopo giuramento ministri”.

Dal Pd arriva la replica di Dario Franceschini che frena: “Repetita iuvant: il Governo Conte è l’ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra. Forse sarebbe ora di smetterla”, scrive su Twitter il ministro della Cultura.

Su Twitter Renzi controreplica: “Letti i commenti #RenziMessaggero ribadisco: chi vuole abbassare le tasse non è contro il Governo, ma fa un favore al Governo. Chi le vuole alzare come nel caso delle auto aziendali, fa invece un regalo a Salvini ed un danno agli italiani #ItaliaViva”.

“Ribadisco in modo semplice”, dice ancora Renzi. “Abbiamo fatto un Governo di emergenza che può aiutare il Paese su molte cose a cominciare dalla riduzione degli interessi sul debito. E parliamo di decine di miliardi, non di spiccioli -scrive poi il leader di Italia Viva su Facebook-. Nel merito della legge di bilancio siamo felici dei risultati ottenuti fino ad oggi. Ma non basta. Noi continueremo a batterci in Parlamento per migliorare ancora i provvedimenti su auto aziendali e microbalzelli che feriscono la competitività delle imprese. Le nostre proposte non sono slogan, ma hanno coperture: e se in Parlamento ci saranno i numeri diventeranno legge. Tutto qui”.

“Chi elimina autogol come quello sulle auto aziendali non sta attaccando il Governo: sta facendo un favore al Governo. Invece mantenere quelle microtasse dannose non significa fare un regalo al Governo, ma significa fare un regalo a Salvini -prosegue Renzi-. Non mi sono limitato a dire che vogliamo cancellare le tasse sulle auto aziendali: ho spiegato anche come farlo. Perché i populisti parlano con gli slogan, i politici fanno proposte concrete. I politici fanno interviste lanciando idee e proposte, i populisti le commentano avendo letto solo i titoli”.