“Uso improprio della scorta per la compagna”, indagato il premier Conte

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Il premier Giuseppe Conte con la compagna Olivia Paladino (web)

Altri guai in vista per il premier Giuseppe Conte? Nella giornata di lunedì 30 novembre, la procura di Roma ha inviato gli atti sul caso della scorta al Tribunale dei ministri, che entro 90 giorni – compiute le indagini preliminari e sentito il pm – può decidere l’archiviazione (nel qual caso il decreto non è impugnabile) oppure la trasmissione degli atti con una relazione motivata al procuratore della Repubblica per chiedere l’autorizzazione a procedere.

Il fascicolo riguarda i fatti risalenti al 26 ottobre, quando gli uomini della sicurezza avrebbero aiutato la compagna del presidente del Consiglio a scappare da una troupe de “Le Iene”. Filippo Roma, inviato della nota trasmissione Mediaset, era sulle tracce della donna per realizzare un reportage sui presunti favoritismi che il governo giallorosso avrebbe fatto al suocero.

L’uomo, un albergatore romano, è accusato di aver intascato la tassa di soggiorno turistica senza versarla al Comune. Intanto Conte è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di peculato. Previsto dall’articolo 314 del Codice Penale, è il reato (punito con la reclusione da 4 a 10 anni e mezzo) che commette il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che ha il possesso di denaro o di altra cosa mobile altrui e se ne appropria. Cioè ne fa un uso personale. Il tutto è partito dalla segnalazione della parlamentare di Fratelli d’Italia, Roberta Angelilli, secondo cui ci sarebbe stato “un uso improprio della scorta” per Olivia Paladino.

Cosa non torna 
Sulla vicenda è stata presentata ai magistrati anche una relazione di servizio al Ministero dell’Interno, con cui viene spiegato che il personale di scorta era in attività definita “di osservazione e controllo” sotto casa della compagna perché anche il premier era presente proprio in quell’appartamento. Emerge inoltre che “non è mai stata usata la macchina della scorta” e si sottolinea che il presidente del Consiglio non era informato e avrebbe saputo della questione “solo quando è uscito di casa”. Dunque ritengono che non si tratti di un abuso poiché il ruolo degli agenti sarebbe stato giustificato dalla sua presenza nella casa della compagna. Sul Corriere della Sera si legge che da Palazzo Chigi sostengono sia stato un intervento “casuale”: gli agenti sarebbero intervenuti senza sapere che ad essere coinvolta era la Paladino.

Ma la versione fornita dal giornalista Filippo Roma (ascoltato sabato 28 novembre a piazzale Clodio come persona informata dei fatti) potrebbe incastrare Conte. “Lei è uscita di casa alle 11. Abbiamo tenuto sott’occhio il portone dell’abitazione della Paladino e non c’era nessun uomo della scorta, non c’era un’anima”, ha rivelato l’inviato de Le Iene in collegamento domenica a Non e l’arena su La7. Secondo le informazioni ottenute, pare che il premier quella mattina stesse lavorando: “Alle 11:30 era in collegamento a Palazzo Chigi per la cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte. Quindi in realtà, probabilmente, non stava a casa”. E pure il sito del governo lo dimostra.

Alessandro Morelli ha chiesto al premier e alla titolare del Viminale Luciana Lamorgese di riferire in Parlamento: “Se i soldi degli italiani sono utilizzati per far scappare la compagna Olivia Paladino dalle domande di un giornalista, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio”. Il deputato e responsabile Editoria della Lega chiede chiarezza visto anche che il servizio de Le Iene non è ancora andato in onda: “Come mai? Non vorremmo che il silenzio di Conte sulla vicenda e la mancata messa in onda di quanto realmente accaduto mettessero forzatamente fine ad una vicenda che ha invece risvolti torbidi”.

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