25 Giugno 2024

Peculato, condannata la meloniana Montaruli. Lei si dimette da vice del Miur. Scontro tra FdI e FI

La rimborsopoli piemontese. Il sottosegretario avrebbe preso dai fondi del gruppo 25mila euro che non le spettavano. La Cassazione conferma condanna a un anno e sei mesi. Attacchi al vetriolo nella maggioranza

Correlati

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il sottosegretario all’Università Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia, per l’uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari del Piemonte negli anni dal 2010 al 2014, applicando uno sconto di pena di un mese rispetto a quanto stabilito dalla corte d’Appello di Torino nel 2021: un anno e sei mesi invece che un anno e sette mesi.

La vicenda risale a quando, negli anni scorsi, la fedelissima di Giorgia Meloni era consigliere regionale del Piemonte durante cui si sarebbe fatta rimborsare circa 25mila euro non dovuti dal gruppo di riferimento. Montaruli si è dimessa dall’incarico di governo, dopo uno scontro al vetriolo tutto interno alla maggioranza tra FdI e una parte di Forza Italia.

Confermate anche le condanne per l’ex presidente della Regione, il leghista Roberto Cota (un anno e sette mesi), e per l’ex deputato ed ex sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani, sempre della Lega, (un anno e 5 mesi). L’accusa per tutti sarebbe di peculato.

Una scelta fatta “per difendere le istituzioni certa della mia innocenza”, afferma la ormai ex sottosegretaria nella lunga lettera in cui nel primo pomeriggio di ieri ha annunciato le dimissioni, invocate a più voci dall’opposizione e suggerite in mattinata anche da Giorgio Mulè, deputato azzurro e vicepresidente della Camera, che invitava Montaruli e il suo partito a “valutare” se l’esito del processo mettesse “in imbarazzo il governo”.

Qualche imbarazzo viene ammesso da fonti di maggioranza, dopo le fibrillazioni sul caso Donzelli-Delmastro su cui già era stato critico Mulè, creando irritazione fra i fedelissimi di Giorgia Meloni verso i berlusconiani di stretta osservanza.

Ben diversi sono i toni di un altro esponente di Forza Italia, Maurizio Gasparri, secondo cui Montaruli proseguirà il suo cammino politico perché è evidente la ingiustizia che l’ha colpita e la serietà dei suoi comportamenti politici”.

“Mulè pensava di metterci in difficoltà con le sue provocazioni: invece ha preso uno schiaffo morale dalla Montaruli la cui impronta gli manterrà la faccia ben più rossa di quanto rubiconda già sia – affondano fonti autorevoli di Fratelli d’Italia -. Che provocatorie insinuazioni vengano da un personaggio come Mulè, che di pregiudicati eccellenti nel suo partito ne vanta più di uno, è intollerabile”.

Le stesse fonti del partito di Giorgia Meloni, hanno sostenuto poi che le parole di Mulè “hanno creato non poco subbuglio in ambienti di FI, visto che anche Berlusconi è un condannato in via definitiva e ciò nonostante resta il deus ex machina degli azzurri”.

Mulè non replica ma chiede a FdI di prendere le distanze da queste “gravissime, velenose e calunniose affermazioni al limite della minaccia”. E lo stesso Gasparri si vede ora costretto a prenderne le difese: “Saranno certamente false le indiscrezioni attribuite da varie agenzie di stampa a “fonti autorevoli” di Fdi, con incredibili offese all’onorevole Mulè e a Forza Italia. Nella speranza che siano tesi fantasiose, avendo espresso pubblica solidarietà alla mia amica Montaruli, non posso che esprimere pubblica e rafforzata solidarietà al mio amico e collega Giorgio Mulè, che del garantismo e del rispetto dei diritti è antico e coraggioso campione”.

Intanto le stesse fonti di FdI ricordano che “la vicenda Rimborsopoli in Piemonte, ha toccato punti drammatici con il suicidio dell’ex assessore regionale Angelo Burzi, tra i fondatori di Forza Italia nella Regione”. Un episodio drammatico rievocato anche da Montaruli nell’annuncio delle dimissioni.

“Pur non avendo alcun obbligo”, ha preso una “decisione generosa e spontanea”, la elogiano i capigruppo di FdI, Tommaso Foti e Lucio Malan. Sui social, intanto rimbalza il video dell’intervento di Meloni nella campagna per le Regionali, con il dogma su “certezza del diritto e della pena: chi è indagato e sotto processo deve avere il massimo delle garanzie, ma quando sei condannato con sentenza passata in giudicato, la pena te la devi scontare, vale per tutti”.

La prima fattispecie si applica, ad esempio a Delmastro, nella seconda può ricadere il caso di Montaruli. Ma la deputata di FdI assicura di avere “la serenità di poter dire che non ho causato alcun ammanco alle casse pubbliche né altro danno alla pubblica amministrazione e ai cittadini”. La trentanovenne di Fdi si difende sottolineando che il processo “si fonda sostanzialmente su rendicontazioni debitamente consegnate quando ancora nessuno era ancora neppure indagato”. E ricorda di essersi autoesclusa dal 2012 da ogni candidatura “fino alla prima sentenza di assoluzione”. “Ho creduto, credo e continuerò a credere nella Magistratura”, assicura e, dopo “un processo che è durato ben undici anni, per fatti che risalgono a 13 anni fa, articolato in cinque gradi di giudizio, con un’assoluzione piena in primo grado ed un esito ieri contrario”, si riserva “di valutare l’opportunità di un ricorso alla Corte di Giustizia Europea”.


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

Potrebbero interessarti

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni

Altre news

E’ libero Julian Assange, giornalista e fondatore di WikiLeaks

Il coraggioso cronista è stato rilasciato su cauzione dall'Alta Corte di Londra, annuncia WikiLeaks su X. Arrestato nell'aprile 2019 su mandato degli Stati Uniti nell'ambasciata dell'Ecuador in Uk, ha passato oltre cinque anni in una cella 2x3. Il suo crimine? Avere svelato storie di corruzione e verità scomode per l'establishment occidentale. La preoccupazione della moglie Stella: "Seguite l'aereo, non vorrei che qualcosa andasse storto"

DALLA CALABRIA

Ballottaggi in Calabria, affluenza domenica al 38,48%. Si vota anche lunedì

La percentuale dei votanti alle ore 23 nei tre centri della Calabria interessati al turno di ballottaggio per le...

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)