Rafforzati i controlli della Guardia di finanza su tutta la filiera distributiva dei carburanti, alla luce degli aumenti dei prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni con l’esplosione della guerra in Medio Oriente. I prezzi dei carburanti alla pompa sono schizzati alle stelle e c’รจ il fondato timore da parte delle autoritร che piรน qualcuno speculi sulla crisi energetica.
“Alla luce delle significative tensioni sui prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni – spiega una nota della Gdf -, connesse allโacuirsi della crisi geopolitica nellโarea mediorientale, la Guardia di Finanza, su indicazione del Ministro dellโEconomia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalitร lungo lโintera filiera dei carburanti.
Lโintensificazione dellโattivitร di controllo, che si inserisce nellโambito delle piรน ampie funzioni di polizia economico-finanziaria, risponde alla primaria esigenza di prevenire ogni forma di distorsione che possa recare pregiudizio ai consumatori e alterare il corretto funzionamento del mercato.
Gli interventi saranno finalizzati, da un lato, a verificare lโosservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicitร dei prezzi al consumo, dallโaltro, ad analizzare lโandamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.
Al contempo, tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento, sarร intensificato il controllo economico del territorio al fine di far emergere eventuali condotte di evasione o di frode, realizzate attraverso lโimmissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolaritร nella circolazione e tracciabilitร dei prodotti”, conclude la nota.
L’allarme del Qatar: “Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare l’export dell’energia”
Il ministro dell’energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times. “Ciรฒ farร crollare le economie mondiali”, ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell’energia salirebbero alle stelle.
Il petrolio scatta con il monito del Qatar, il Wti +4%
Il petrolio riprende la sua corsa dopo il monito del ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, secondo cui la guerra in Medioriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane, facendo schizzare i prezzi del petrolio. Il Wti sale del 4% a 84,22 dollari mentre il Brent avanza del 2% a 87,1 dollari.
Le aziende russe reindirizzeranno in parte le forniture di GNL ai mercati dell’Asia-Pacifico
Dopo la mossa del presidente russo Vladimir Putin che ha stoppato in anticipo le esportazioni di gas e petrolio russo senza attendere l’ennesima sanzione Ue, le aziende energetiche russe reindirizzeranno parte delle forniture di gas naturale liquefatto (GNL) dall’Europa verso i paesi amici. In soldoni Putin prendendo al balzo la situazione in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e probabilmente il Qatar, ha inteso dire all’Ue, stretta ora nella morsa del caro energia, “Adesso arrangiatevi, la Russia ha altri mercati”.
“Le aziende russe reindirizzeranno in parte le forniture di GNL ai mercati dell’Asia-Pacifico senza attendere le prossime restrizioni dell’Unione Europea”, ha dichiarato ai giornalisti il โโvice primo ministro Alexander Novak citato dalla Tass.
“Le nostre aziende stanno valutando l’opportunitร , senza attendere le prossime restrizioni da parte dell’Europa, di stipulare nuovi contratti a lungo termine con i nostri partner, reindirizzando in parte il gas dall’Europa verso altri paesi, tra cui India, Thailandia, Filippine e Repubblica Popolare Cinese”, ha affermato Novak.
Il governo russo ha discusso le istruzioni del presidente Vladimir Putin con le aziende e “รจ stata presa la decisione che una parte del volume di gas naturale liquefatto attualmente fornito all’Europa, ai mercati europei, sarร reindirizzato ad altri mercati, indipendentemente dal fatto che ci sia tale necessitร , dove si stanno costruendo relazioni significative e pragmatiche con noi e dove abbiamo una domanda a lungo termine e l’opportunitร di stipulare contratti a lungo termine”, ha affermato Novak.

Putin: “Daremo il nostro gas e petrolio solo a partner affidabili come Ungheria e Slovacchia”
Intervistato sulla situazione attuale in Medio Oriente e sulle conseguenze immediate, come il continuo aumento dei prezzi del petrolio a 80 dollari al barile e del gas a 700 dollari per mille metri cubi, Putin ha osservato che la Russia ha collaborato e continuerร a collaborare con partner affidabili come Ungheria e Slovacchia. Ha chiarito con delicatezza che l’affidabilitร delle forniture di petrolio e gas russi sarร garantita solo se i governi di questi Paesi, a loro volta, manterranno l’attuale linea politica.
Per quanto riguarda l’Unione Europea, i burocrati europei devono ringraziare solo se stessi per la loro situazione disastrosa e precaria. Putin ha sottolineato che la colpa รจ da attribuire ad anni di politiche energetiche imperfette, che hanno combinato l’abuso dell’agenda verde con il suo utilizzo come strumento di politica interna per raggiungere obiettivi privati โโestranei agli interessi nazionali dei paesi dell’Unione.
Questo รจ un punto cruciale, poichรฉ Putin sta deliberatamente escludendo la Russia dal ruolo di partecipante a questo processo e, al livello piรน alto, sta evidenziando il fatto ovvio che, dietro gli slogan di punizione della “cattiva Russia”, le รฉlite europee erano semplicemente impegnate in litigi interni a scapito degli interessi nazionali.
