Spionaggio, via il capo della Postale. A chi dava i dati Occhionero?

Giulio Occhionero
Giulio Occhionero

Il capo della polizia Franco Gabrielli ha disposto l’avvicendamento al vertice della polizia postale e all’attuale direttore, Roberto Di Legami, è stato assegnato un nuovo incarico.

Tra i motivi alla base della decisione anche l’aver sottovalutato la portata dell’indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza.

L’indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma, ha portato all’arresto di due persone, l’ingegnere nucleare Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina.

Si parla di attentato alla Sicurezza dello Stato dove sarebbero state trafugate migliaia di informazioni riservate e sensibili a pezzi dello Stato poi destinate chissà a chi. Una vicenda inquietante in cui si intrecciano massoneria e ambienti dell’alta finanza: Cyberspionaggio.

Lui, Giulio Occhionero, ritenuto un massimo esperto di tecnologie e di infrastrutture informatiche avrebbe realizzato una struttura tale da bypassare ogni controllo da parte delle forze di sicurezza nazionali ed estere. Con un “malware”, un software dannoso sarebbe entrato nei pc e nelle reti di politici, banchieri, istituzioni iniettando Eye Pyramid, questo il nome (dato poi all’operazione) senza che questi venisse rilevato dai migliori programmi antivirus.

Bastava una email costruita bene, resa attendibile per indurre il destinatario ad aprire l’allegato malevolo per poi prendere possesso dell’intera rete e dei computer in dotazione ad una istituzione. Una storia di cyberspionaggio, di alta ingegneria piratesca mai registrata prima nel nostro paese e forse in Europa.

Da quanto emerge i fratelli Occhionero avrebbero spiato il potere politico e finanziario del nostro paese per captare informazioni riservatissime per poi cederle non è ben chiaro a chi, che avrebbe tratto vantaggi economici in Borsa e nei mercati finanziari. Tra gli spiati risultano ex premier, politici e addirittura il presidente della Bce Mario Draghi. Insieme a questi anche molti fratelli massoni, poiché l’ingegnere era un “libero muratore”. Il Grande oriente d’Italia, mediante il suo presidente, ha già provveduto a sospenderlo.