Migranti, dalla Polonia aiuti all'Italia, ma no a obbligo quote Ue. Varsavia accoglie 300 Siriani cristiani

L'ambasciatore polacco in Italia Tomasz Orłowski con il capo dello Stato Sergio Mattarella
L’ambasciatore polacco in Italia Tomasz Orłowski in un recente incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella

Sulla questione migranti e sulle quote al centro della disputa dei paesi Ue, la Polonia c’è e porterà all’Italia il suo contributo, ma “l’aiuto non va portato sulla base di quote obbligatorie proposte dalla Commissione, ma va trovata una soluzione sostenibile sia per l’accoglienza che per l’integrazione di rifugiati nei paesi membri”. E’ quanto afferma l’Ambasciatore della Polonia in Italia, Tomasz Orłowski che si è recato all’isola di Lampedusa dove ha incontrato il sindaco Giusi Nicolini e le autorità competenti responsabili dei soccorsi in mare.

“Siamo venuti qui – ha detto l’ambasciatore Orłowski  – per portare un messaggio di solidarietà. Vogliamo inoltre riuscire ad avere un’informazione quanto più completa su quello che sta accadendo per poter comprendere in che modo e con quali strumenti poter essere di aiuto. La Polonia si rende conto della situazione di emergenza che l’Italia sta affrontando determinata dall’afflusso massiccio di immigrati di cui tanti richiedenti asilo” ha sottolineato il diplomatico polacco”.

“Come gli altri Paesi europei la Polonia ha condiviso la missione congiunta che si sta portando avanti. Ma per noi “la solidarietà deve essere sostenibile, è un valore umano ed etico. Non può essere intesa come frutto di una divisione matematica” ha spiegato l’ambasciatore. È chiaro che operazioni del genere producono effetti economici, sociali e culturali; per questo è importante che siano accettate dalla popolazione e non vissute come imposizioni dall’alto”.

Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini
Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini

È di questi giorni la decisione di Varsavia di accogliere a breve circa trecento Siriani cristiani provenienti dai campi di profughi nel Medio Oriente.

“La Polonia – spiega Orłowski  – porta il suo contributo anche attraverso il rafforzamento della missione Triton. Il nostro paese invierà un aereo di pattugliamento di tipo Skutruck e personale altamente qualificato per la valutazione delle richieste d’asilo”.

“Per quanto riguarda la ricollocazione di rifugiati, Varsavia sta studiando le modalità per poterle attuare e ha intenzione di aiutare l’Italia attraverso decisioni autonome e volontarie, non imposte. “L’aiuto non va portato sulla base di quote obbligatorie proposte dalla Commissione, non è questa la risoluzione del problema. Va trovata una soluzione sostenibile sia per l’accoglienza che per l’integrazione di rifugiati nei paesi membri”, ha precisato Orlowski.

Gli ambasciatori della Polonia e d'Estonia insieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando
Gli ambasciatori della Polonia e d’Estonia insieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando (PalermoToday.it)

A spiegare il sistema di accoglienza del Cpsa, dove la delegazione si è recata, è stato il Prefetto di Agrigento Nicola Diomede. Il Sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha invece sottolineato che i paesi membri possono trovare altre forme di sostegno: non solo portare aiuto nella distribuzione dei rifugiati, ma promuovere il fascino unico dell’isola di cui l’immagine è stata danneggiata dalla diffusione di notizie eccessivamente allarmanti. I paesi dell’UE possono pertanto portare un prezioso contributo al rilancio del turismo, cruciale per il rilancio dell’economia dell’isola e per la piccola comunità che stenta a vivere normalmente. Agli incontri ha partecipato anche l’Ambasciatore dell’Estonia Celia Kuningas-Saagpakk che insieme all’ambasciatore polacco hanno incontrato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

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