Droga connection, imponente blitz a Milano. 39 arresti

Operazione connection
Un frame del video dei carabinieri

Traffico di droga e reati in materia di armi. Sono queste le accuse che hanno portato agli arresti 39 persone e 11 obblighi di dimora con un imponete blitz all’alba di martedì condotto da circa 500 tra Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, con l’ausilio di un articolato dispositivo composto anche dai militari del 3° Reggimento “Lombardia”, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sardegna”, del 2° Nucleo Elicotteri di Orio al Serio, dei Nuclei Cinofili di Casatenovo e Orio al Serio e di quelli di Monza, Como, Foggia, Lecco, Lodi, Nuoro, Olbia-Tempio e Siena.

I provvedimenti sono stati emessi dai gip del Tribunale di Monza, Patrizia Gallucci e Pierangela Renda, su richiesta dei pm della locale Procura, Salvatore Bellomo, Vincenzo Fiorillo e Giulia Rizzo. L’operazione è denominata “Connection”.

47 italiani, 2 cittadini marocchini e 1 spagnolo sono finiti nella rete dei militari. 21 di questi vanno in carcere, 18 agli arresti domiciliari e 11 obblighi di dimora. 44 indagati erano liberi, 3 detenuti in carcere per altra causa (Monza, Como e Bergamo) e 3 sottoposti agli arresti domiciliari per altra causa (Lesmo e Nova Milanese – Monza Brianza e Vieste – Foggia).

L’indagine, condotta principalmente dalle Compagnie Carabinieri di Monza, Desio e Vimercate (Monza Brianza), ha documentato la presenza di due presunti sodalizi criminali radicati sul territorio lombardo e particolarmente attivi nei comuni della Brianza e dell’hinterland milanese, dove operavano in stretta sinergia per il traffico e lo spaccio di droga.

La presenza del primo gruppo criminale, spiegano gli inquirenti, è emersa nel dicembre 2013 con la scoperta di una “raffineria” di cocaina a Usmate Velate (Monza Brianza); il secondo è stato individuato, tra 2013 e 2014, a partire da una pluralità di episodi di natura intimidatoria, maturati nell’ambiente dello spaccio e verificatisi nella zona di Desio.

Il costante lavoro di scambio informativo tra i reparti dell’Arma milanese, la consistente attività tecnica e prolungati servizi di osservazione sul territorio hanno permesso di ricostruire la ramificazione territoriale e, più in generale, i rapporti tra i malviventi; durante le indagini sono stati già eseguiti 32 persone in flagranza di reato e il sequestro di oltre 27 chilogrammi di droga, oltre 20 armi da fuoco e 120 mila euro in contanti, provento dell’attività delittuosa. Infine, sono stati accertati oltre 1.200 episodi di cessione di droga a centinaia di assuntori di varia estrazione sociale.

L’INCHIESTA “CONNECTION”
In riferimento al primo sodalizio, – spiegano ancora gli investigatori – a seguito della scoperta il 23 dicembre 2013 di una piccola “raffineria” di droga tra cui cocaina in un deposito di bibite in Brianza, a Usmate Velate; circostanza, questa, nella quale vennero arrestate tre persone. Nel locale, protetto da un sistema di videosorveglianza esterno, furono rinvenuti e sequestrati 1 kg. di cocaina, 770 gr. di hashish, 6 gr. di marijuana, pasticche di exctasy, sostanza da taglio, 4 bilancini di precisione, 1 pressa per il confezionamento, 1 pistola cal. 7,65 e 70 proiettili.

Le stesse consentivano di accertare che il pregiudicato Loris Traina fosse il fornitore di grossi quantitativi di cocaina di numerosi spacciatori della Brianza e zone limitrofe, i quali, a loro volta, rivendevano lo stupefacente ai vari pusher locali. Parallelamente veniva individuato un altro gruppo criminale dedito allo spaccio di hashish, facente capo al pregiudicato Ignazio Floris.

VIDEO DELL’OPERAZIONE

Sia Traina che Floris, entrambi operanti su Lesmo, avevano avviato due distinti canali di traffico verso la Sardegna, uno per la cocaina e l’altro per l’hashish, il cui comune punto di riferimento era Giovanni Paolo Silviani. Più in particolare, il Floris, approfittando della sua attività di rivendita di vetture usate, utilizzava alcuni veicoli, con il pretesto di venderli a privati, per il trasporto dell’hashish sull’isola, occultandolo nell’abitacolo e in alcuni casi negli pneumatici. Tutti e tre sono stati ora arrestati;

In merito a quello ritenuto il secondo sodalizio, sulla base degli accertamenti condotti su una serie di episodi criminosi maturati negli ambienti dello spaccio degli stupefacenti, tra i quali due casi (22 ottobre 2013 e 10 gennaio2014) di esplosioni di colpi d’arma da fuoco, a scopo intimidatorio, all’indirizzo dell’autovettura in uso alla sorella di un pregiudicato di Desio, ora arrestato: Alessandro Lauriola.

Le prime indagini sugli eventi permettevano di individuare tre sovrapposti gruppi criminali, il primo dedito allo spaccio locale di cocaina e facente capo proprio al Lauriola nonché a Massimo Parisi, ora arrestato, uno intermedio impegnato nell’approvvigionamento della sostanza (come emerso in distinte attività di polizia) e un terzo nettamente superiore, dedito al traffico di cocaina, ascrivibile a personaggi di elevata caratura delinquenziale quale Carmelo Pio (figlio del 69enne Domenico Pio, noto esponente della “Locale” ‘ndranghetista di Desio, arrestato nel 2010 nell’ambito della operazione dei Carabinieri “Infinito” e ora recluso nel carcere di Voghera con fine pena al 12 aprile 2026), ora arrestato. Le principali piazze di spaccio sono state localizzate nei Comuni di Desio e Nova Milanese.

La disponibilità di armi da parte di alcuni personaggi veniva confermata, nel corso delle indagini, dall’importante sequestro effettuato dai Carabinieri il 21 apr. 2015 a Mariano Comense (CO) all’interno di un box dell’indagato Pasquale Marando (tratto in arresto per tali fatti il 29 giu. 2015), ove veniva scoperto un vero e proprio arsenale di armi perfettamente funzionanti costituito da: 2 fucili mitragliatori, 2 fucili a canne a mozze (di cui uno provento di furto), 13 fucili da caccia (di cui 6 provento di furto), 4 pistole semiautomatiche (di cui 3 con matricola abrasa), 1 revolver, 4 silenziatori e munizionamento vario. Anche Marando è stato ora arrestato.

Le stesse sono state condotte dalle Compagnie di Monza, Desio e Vimercate attraverso un costante lavoro di osmosi e scambio informativo, tenuto conto della medesima ramificazione territoriale e, più in generale, della forte interazione dei due sodalizi; una consistente attività tecnica: 241 intercettazioni telefoniche, 24 intercettazioni ambientali (con relativi servizi di geolocalizzazione), 8 sistemi di videoripresa, nonché centinaia di prolungati servizi di osservazione sul territorio che hanno consentito di indagare complessivamente 118 persone e accertare oltre 1.200 episodi di cessione di stupefacente a centinaia di assuntori di varia estrazione sociale.

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