Appalti e rifiuti, arrestato per corruzione il sindaco di Torre del Greco

Il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello
Il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello

Il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, è stato arrestato dalla Guardia di finanza insieme ad altre 5 persone con l’accusa a vario titolo di corruzione, truffa ai danni di ente pubblico, falsità in atto pubblico; tutti compiuti a vantaggio di una società di rifiuti, la “F.lli Balsamo Srl, importante realtà economica imprenditoriale operante nel settore dei rifiuti in varie province della Campania.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal gip su richiesta della Procura di Torre Annunziata – oltre al primo cittadino è stata eseguita nei confronti dei rappresentanti della società “Fratelli Balsamo Srl” Massimo Balsamo e Antonio Balsamo. Poste ai domiciliari altre tre persone: Ciro Balsamo, Francesco Poeti e Virgilio Poeti. Secondo l’accusa, le investigazioni “hanno rivelato un mercimonio della funzione pubblica svolta dal sindaco”.

Nello specifico, le investigazioni avrebbero rivelato “un mercimonio della funzione pubblica svolta dal sindaco. Segnatamente, è stato documentato che la società F.Ili Balsamo avrebbe costituito, mediante escamotages contabili, “fondi neri” di denaro contante, funzionali a ripagare lautamente gli atti contrari ai doveri di ufficio posti in essere dal primo cittadino; tali somme venivano consegnate al sindaco nel corso di incontri mensili che avvenivano in luoghi appartati, privi di copertura dei cellulari, mediante passaggi da un’auto all’altra; nonostante l’estrema riservatezza e accortezza, gli incontri sono stati integralmente documentati con l’attività tecnica di video-ripresa ed intercettazione Gli artifici contabili utilizzati dalla società Balsamo sono consistiti in una serie di rapporti fittizi con altra società dell’indotto ecologico (il distributore di carburanti ed autolavaggio dei Poeti), sfociati nell’emissione, da un lato, e nella registrazione, dall’altro, di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti ed afferenti operazioni di lavaggio e sanificazione (non avvenute) dei mezzi impiegati nell’attività di raccolta rifiuti, con conseguente truffa ai danni del Comune e frode nelle pubbliche forniture.

Per l’aaccusa l’ingresso della ditta F.lli Balsamo s.r.l. nell’appalto “è connotato da marcata illegalità, essendo la stessa riuscita a subentrare artatamente nell’appalto dei servizi di igiene urbana per la raccolta differenziata alla ditta Ego Eco, che si era aggiudicata il servizio per il periodo 21 maggio 2012 – 20 gennaio 2016, con importo complessivo di 30.742.127,43. euro.

Gli accertamenti – condotti anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni locali, nonché, mediante la disamina della copiosa documentazione cartacea e informatica sequestrata presso gli uffici comunali e presso la sede della predetta società – hanno evidenziato, infatti, come le procedure di gara per l’assegnazione del servizio di igiene urbana (raccolta, conferimento, trattamento e smaltimento) nel Comune di Torre del Greco sia stato profondamente contaminato ab origine e in itinere, in virtù dei presunti accordi illeciti, in forza dei quali il sindaco Borriello si sarebbe strumentalmente ingerito nell’attività amministrativa dell’Ente comunale.

Il primo cittadino, attraverso una serie di iniziative di carattere amministrativo, avrebbe determinato la decadenza dall’appalto della Ego Eco Srl, iniziale aggiudicataria, favorendo ingiustamente la società di Balsamo, subentrata nell’esecuzione dell’appalto per effetto dello scorrimento della graduatoria di assegnazione.

Tra le iniziative amministrative poste in essere dal Sindaco si annoverano l’esecuzione di rigidi controlli sull’esecuzione del servizio eseguito dalla Ego Eco, finanche in prima persona ed in tempo di notte, che hanno determinato come immediata conseguenza la contestazione di penalità a carico della citata società per un importo pari al 50% della liquidazione mensile spettante; l’istituzione di un servizio sostitutivo di raccolta rifiuti svolto da dipendenti comunali incardinati presso uffici diversi dalla Nettezza Urbana, in totale violazione della normativa di settore; la rappresentazione di una situazione di pericolo per la salute pubblica, artatamente creata per effetto di una certificazione emessa dal competente ufficio dell’Asl Napoli 3 Sud (Unità operativa di prevenzione collettiva- già Ufficio Igiene), priva di ogni fondamento e riscontro a suffragio.

Infine, l’affidamento alla società Balsamo (seconda in graduatoria) dell’appalto, benché, all’esito dell’esecuzione di mirati approfondimenti investigativi, tale società sia risultata sprovvista del requisito economico e finanziario per la partecipazione alla gara, circostanza per la quale la stessa società sarebbe dovuta essere esclusa.