Dal G7 ai "7 nani". Ancora sanzioni contro Mosca, l'unico vero partner dell'Ue

Angela Merkel e Barack Obama a Kruen prima del G7 a Elmau in Baviera - Ancora sanzioni contro Mosca (Reuters)
Angela Merkel e Barack Obama a Kruen prima del G7 a Elmau in Baviera (Reuters)

Dal G7 a Elmau, in Baviera, i grandi del mondo se ne escono con la decisione politica quasi unanime che bisogna rafforzare le sanzioni contro la Russia di Putin, rea di essere “aggressore” dell’Ucraina dopo la presa della Crimea da parte di Mosca.

Dal castello di Elmau sede del summit in Baviera, Obama insiste che “Bisogna tenere testa con fermezza all’aggressione russa in Ucraina”. Quanto poi all’alleanza tra Usa e Ue assicura che “siamo inseparabili, nell’Ue e nel mondo.

Oggi celebriamo una delle alleanze più forti che esistano al mondo”. Obama si è anche soffermato sulle sfide economiche per il vertice: “Discuteremo del futuro dell’economia mondiale, di una crescita forte che crei posti di lavoro e di una prospettiva di crescita salda dell’Ue”.

“Malgrado le nostre differenze di opinioni, gli Stati Uniti sono un Paese amico”, gli ha fatto eco la Merkel “un nostro alleato, un alleato essenziale con cui cooperiamo strettamente nell’interesse reciproco”.

Lo stesso presidente del Consiglio europeo Donald Tusk prima del G7 aveva detto: “Se qualcuno vuole parlare di sanzioni, la discussione potrà soltanto essere sul rafforzamento”.

Insomma, chi si aspettava un “ammorbidimento” dell’asse Usa Ue contro Mosca è rimasto ampiamente deluso. Un vertice basato sull’unica idea che è quella di non indietreggiare rispetto alla “folle decisione” di “isolare” Mosca dopo Maidan e la successiva annessione della penisola in Ucraina che ha determinato una sorta di seconda guerra fredda tra Russia e Occidente.

Un isolamento, quello dell’unico vero partner europeo, che fa solo male agli stati membri e mette in risalto due aspetti: da una parte tutta l’inefficienza dell’Ue che sembra ignorare le conseguenze “devastanti” sul piano economico; dall’altra una sorta di premio europeo alla politica estera di Barack Obama, ritenuta il vero tallone d’Achille della sua amministrazione a Whashington. Bocciata negli Usa, ma promossa a pieni voti dal resto dei “7 nani” che si riuniscono attorno al vuoto alla ricerca di una impossibile via d’uscita dalla crisi che sta inghiottendo tutti gli stati nazionali.

Aveva ragione Obama che sperava che il G7 coincidesse con la festa della birra di ottobre. Certamente tra le “schiumate” dell’Oktoberfest sarebbe uscito fuori un vertice più saggio.