L'Isis rivendica attentato al consolato italiano a Il Cairo. "450 chili di tritolo benedetti da Allah"

Autobomba contro consolato italiano a Il Cairo  - Attentato terroristico contro l'Italia
Autobomba contro consolato italiano al Cairo (Epa/Str)

L’attentato terroristico contro il consolato italiano al Cairo, in Egitto, poteva fare una strage. Solo l’orario presto, alle 6.30 de Il Cairo, la chiusura degli uffici e il poco passaggio sulla strada antistante via Al-Galaa, hanno evitato il peggio.

La potente esplosione che ha colpito stamattina il Consolato italiano, è stata provocata da un’autobomba fatta detonare a distanza, probabilmente per un’azione dimostrativa contro l’Italia, anche se a detta degli esperti resta pur sempre un vero e proprio “attentato terroristico”, compiuto con una potenza tale da sventrare la facciata dell’edificio.

L’agenzia Mena riferisce che il ministero della Salute ha detto che il bilancio per adesso è di un morto e nove feriti, di cui due gravi“.  Tra loro ci sarebbero “due poliziotti egiziani e alcuni civili”. Fonti della sicurezza affermano che “nessun italiano è rimasto coinvolto”.

ISIS HA RIVENDICATO L’ATTENTATO: “450 CHILI DI TRITOLO”
L’attacco è stato rivendicato dall’Isis. “Lo Stato Islamico (IS) ha fatto sapere che il Califfato rivendica l’attentato con l’autobomba presso il consolato italiano nella capitale egiziana Il Cairo e ha avvertito i musulmani a stare lontano da tali “tane di sicurezza” definendoli “obiettivi legittimi” da colpire, scrive Site, il portale di monitoraggio sul terrorismo islamico. “Grazie alla benedizione di Allah, i soldati dello Stato Islamico hanno fatto esplodere 450 kg di esplosivo piazzati dentro una macchina parcheggiata davanti al Consolato italiano a Il Cairo”, ha ammesso il Califfato.

CHI SONO I GRUPPI JHADISTI ATTIVI IN EGITTO
In Egitto sono attivi due gruppi jihadisti seguaci del Califfato. Uno è riconducibile alla “Provincia del Sinai”, l’altro gruppo è il “Junda al-Khilafah nella terra del Kinana”. Entrambi sono organici all’IS, armati fino ai denti e molto pericolosi.

FONTI SICUREZZA: CHIARO ATTENTATO CONTRO L’ITALIA
Dopo la rivendicazione dell’Isis sembra certo che l’obiettivo dei terroristi fosse proprio l’Italia. Lo hanno fatto trapelare fonti della sicurezza egiziana.

FERMATI E RILASCIATI 4 GIORNALISTI TRA CUI UN ITALIANO
Dopo l’attentato quattro reporter stranieri, tra cui il giornalista italiano freelance Alessandro Accorsi, sono stati fermati dalla polizia egiziana mentre cercavano di riprendere la scena e fare il loro lavoro. Lo ha fatto sapere lo stesso Accorsi su twitter. I reporter sono stati poi rilasciati. Secondo Accorsi, che si trova sul posto, “i morti potrebbero essere due”: un poliziotto di guardia e un civile.

Il giornalista egiziano Omar Elhady ha pubblicato le foto sul suo account di Twitter, mostrando i danni allo storico palazzo dove ha sede il consolato italiano in strada Galaa.

RENZI AD AL SISI: “NON VI ABBANDONEREMO CONTRO IL TERRORISMO”
Il premier italiano ha fatto sapere che segue gli sviluppi in prima persona. Stamattina ha sentito per telefono il presidente egiziano Al Sisi: “L’Italia sa che quella contro il terrorismo è una sfida enorme che segna in profondità la storia del nostro tempo. Non lasceremo solo l’Egitto”, ha detto Renzi.

“L’Italia e l’Egitto sono e saranno sempre insieme nella lotta contro il terrorismo”. Il presidente del Consiglio è in contatto con il ministro degli Esteri Gentiloni e con l’ambasciata italiana a Il Cairo. In fermento l’intelligence italiana, che d’intesa con gli 007 egiziani, cerca di comprendere chi possano essere i responsabili tra i due gruppi terroristici jihadisti attivi al Cairo se, la “Provincia del Sinai” o “Junda al-Khilafah nella terra del Kinana”

Solo qualche mese fa, il sottosegretario italiano alla sicurezza e ai servizi segreti Marco Minniti era volato a Il Cairo dove aveva incontrato il ministro della Difesa egiziano dopo i raid aerei in Libia che Il Cairo mise in atto a seguito della decapitazione di 21 egiziani cristiani coopti.

GENTILONI: “ITALIA NON SI FA INTIMIDIRE”
“L’Italia non si fa intimidire”, ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un tweet commentando l’esplosione. Il ministro conferma che “non risultano vittime italiane” e aggiunge: “Vicini alle persone colpite e al personale”.