Elezioni Quirinale: Grillo chiude al Pd "Risponderemo con la piazza" 

Palazzo del Quirinale
Palazzo del Quirinale

Il Pd ha diffuso il calendario “degli incontri previsti per le consultazioni del Partito democratico con le altre forze politiche in vista dell’elezione del presidente della Repubblica”.

Gli incontri, prosegue una nota Dem, si terranno presso la sede nazionale del Partito democratico, via Sant’Andrea delle Fratte 16, il prossimo martedi’ 27 gennaio. “Per quanto riguarda il M5S, siamo ancora in attesa di una risposta alla nostra richiesta in merito alle consultazioni”, si legge ancora nella nota.

Ma M5S ha gia’ risposto di no. Beppe Grillo, durante una breve apparizione in piazza del Popolo a Roma, dove e’ in corso la ‘Notte dell’onesta”, sembra chiudere alla possibilita’ di accettare l’invito di Renzi alle consultazioni con le altre forze politiche, martedi’.

“Che cos’e’ il Nazareno? Io non lo conosco” si chiede polemicamente Grillo?. E ancora. “Si tratta per il Presidente della Repubblica con un criminale ai servizi sociali”. “Il Pd – dicono i CinqueStelle- ci ha convocato al Nazareno per discutere dell’elezione del Presidente della Repubblica.

La risposta la daremo durante la Notte dell’Onesta’ a Piazza del Popolo”, e’ il tweet-fotocopia che tutti e 5 i componenti del ‘direttorio’ pentastellato hanno infatti postato sul social network. Tra quelli di Carla Ruocco, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, Beppe Grillo ha scelto il ‘cinguettio’ di quest’ultimo per ritwittarlo.

“Noi al Nazareno, con tutto il rispetto, non ci andiamo”, scandisce Alessandro Di Battista, deputato M5s e componente del “direttorio”, dal palco allestito in piazza del Popolo per “La notte dell’onesta” dove legge, insieme alle migliaia di persone che affollano la piazza nel cuore di Roma, la risposta del Movimento all’invito del presidente del Consiglio ad andare a discutere nella sede del Partito Democratico il nome del candidato al Quirinale.

“Caro Renzi, e’ il popolo italiano che ti parla. Il Presidente della Repubblica non puo’ essere di parte. La sua figura di garante dell’onesta’ deve essere rappresentativa e condivisa questo era l’auspicio dei padri costituenti quando scrissero nell’articolo 38 che per i primi tre scrutini fosse necessaria la maggioranza dei due terzi. Lei invece ha gia’ deciso che il capo dello Stato sara’ eletto dalla quarta votazione in poi quando sara’ sufficiente solo la meta’ piu’ uno dei voti”.

“In questo modo – riprende Di Battista che ‘officia’ la risposta condivisa coralmente dalla piazza – il nome del nuovo presidente sara’ espressione del volere di un partito solo: quello suo e di Berlusconi. Il partito del Nazareno. Per eleggere il capo dello Stato che sia il presidente di tutti lo si elegga entro i primi tre scrutini, solo cosi’ tutti gli italiani sapranno davvero essere orgogliosi nuovo presidente della Repubblica. Renzi fuori i nomi”.