Firme false, si allarga inchiesta. Dopo Palermo grillini indagati a Bologna

Beppe Grillo M5S
Beppe Grillo

Come a Palermo, anche a Bologna ci sono degli indagati per presunte irregolaritá nella raccolta firme a sostegno del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un’inchiesta che ipotizza a carico di quattro persone la violazione di un articolo della legge elettorale in occasione delle Regionali 2014, un fascicolo nato da un esposto di due militanti.

Tra i quattro indagati c’è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale. Ai quattro è contestata la violazione dell’articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di “certificatore”, insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone.

Tra le contestazioni, nel fascicolo del Pm Michela Guidi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, c’è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.

Nei giorni scorsi, dopo l’inchiesta della procura di Palermo sulle presunte firme false per le comunali 2012 nel capoluogo siciliano, Grillo e il direttorio, avevano chiesto agli indagati di sospendersi dal movimento. La prima a seguire l’invito apparso sul loro blog era stata la deputata regionale dell’Ars, Claudia La Rocca.