Il tasso di approvazione del presidente statunitense Donald Trump si è mantenuto a un minimo storico negli ultimi giorni, poiché molti elettori ispanici hanno criticato il suo operato e intendono boicottare il suo Partito Repubblicano alle elezioni di medio termine del mese prossimo, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos completato il 5 ottobre.
Il sondaggio, condotto nell’arco di sei giorni, ha mostrato che il 32% degli americani approva la presidenza di Trump, una percentuale invariata rispetto al sondaggio Reuters/Ipsos di settembre, che aveva registrato il gradimento del leader al livello più basso della sua carriera politica.
Gli elettori ispanici hanno contribuito in modo determinante alla vittoria di Trump nelle elezioni presidenziali del 2024, quando ha ottenuto quasi la metà dei voti ispanici, rispetto a circa un terzo nelle elezioni del 2020.
Tuttavia, il sostegno al Presidente è diminuito negli ultimi mesi, poiché gli americani sono alle prese con un’inflazione elevata innescata dalla decisione di Trump di entrare in guerra contro l’Iran.
Solo il 24% degli ispanoamericani approva l’operato di Trump alla Casa Bianca, la percentuale più bassa registrata in entrambi i suoi mandati presidenziali.
Il sondaggio ha fornito numerosi segnali che indicavano come la scarsa popolarità di Trump stesse pesando notevolmente sul suo Partito Repubblicano, con gli elettori registrati che preferivano i Democratici ai Repubblicani con il 44% contro il 37% a meno di un mese dalle elezioni del 3 novembre.
Tra gli elettori indipendenti, i Democratici erano in vantaggio con il 37% contro il 21%, mentre il 28% degli elettori indipendenti registrati risultava ancora indeciso.
Solo il 26% degli elettori ispanici registrati prevede di votare per i repubblicani in questa elezione, che determinerà il controllo di entrambe le camere del Congresso durante gli ultimi due anni dell’attuale mandato di Trump.
Circa il 52% degli elettori ispanici prevede di votare per i Democratici, circa il doppio del livello di sostegno per i Repubblicani e il maggior vantaggio democratico da quando Trump si è insediato.
I repubblicani si stanno preparando a una prestazione deludente alle elezioni per il Congresso.
Molti analisti hanno previsto che i Democratici conquisteranno la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, e anche il controllo del Senato è sempre più considerato in bilico.
Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, il costo della vita è la questione principale che preoccupa gli americani al momento di decidere come votare a novembre.
L’inflazione al consumo è schizzata alle stelle in seguito all’impennata dei prezzi della benzina e del diesel, causata dalla guerra contro l’Iran lanciata da Trump a febbraio.
Il vantaggio dei repubblicani tra gli americani più anziani si è ridotto nel 2026.
Gli elettori di età pari o superiore a 50 anni hanno preferito il partito di Trump al Partito Democratico con un margine di appena 2 punti percentuali – 44% contro 42% – rispetto a un vantaggio di 8 punti per i Repubblicani a dicembre.
La fascia demografica degli over 50 è particolarmente importante per le elezioni di medio termine, quando storicamente gli americani più anziani hanno rappresentato una quota consistente dell’elettorato. Tra gli elettori di età inferiore ai 50 anni, i Democratici erano in vantaggio di 18 punti.
Il sondaggio Reuters/Ipsos, condotto online su tutto il territorio nazionale, ha intervistato 4.506 adulti statunitensi e presenta un margine di errore di circa due punti percentuali.
