“Allah Akbar” e si fionda col furgone sui ciclisti. Strage a New York

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Le bici travolte a New York

Ci sarebbe l’ombra dell’Isis dietro il furgone piombato su una pista ciclabile a New York, nel quartiere di Manhattan. Lo affermano gli investigatori americani che stanno indagando formalmente per terrorismo. Le indagini sono ora condotte dall’FBI.

Il conducente, che secondo testimoni ha tratti mediorientali, avrebbe gridato “Allah Akbar” prima di fiondarsi sui ciclisti inermi provocando almeno otto morti e circa venti feriti di cui alcuni gravi.

In un primo momento, per cautela, si era fatta passare l’ipotesi, del tutto possibile, di un incidente stradale o di uno squilibrato armato. Secondo il racconto di testimoni citati da diversi media internazionali, ci sarebbe stata anche una sparatoria. Fonti della Polizia citate dalla Cnn hanno parlato di un “atto deliberato”.

L’uomo è stato identificato in un giovane musulmano uzbeko di 29 anni, Sayfullo Habibullaevic Saipov, residente in Florida con un regolare permesso di soggiorno. Sul pick-up l’Fbi ha trovato un biglietto con su scritto “lo faccio per l’Isis”.

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