29 Febbraio 2024

Camionisti avanti tutta. “Non cediamo. Alla fine prevale la Giustizia”

Al terzo giorno consecutivo di protesta i camionisti cominciano a farsi sentire. Non si arrendono. Manifestazione lenta, ma che può dare i suoi frutti tra qualche giorno. "Il governo ritiri il discriminatorio Green pass"

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E’ proseguita anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, la protesta dei camionisti contro il discriminatorio Green pass varato dal governo Draghi.

Una protesta lenta, molto lenta, che probabilmente tra qualche giorno potrebbe causare molti disagi, oltre a quelli già creati in tratti locali, considerando che sulle autostrade e su altre arterie italiane (migliaia di km, ndr), i mezzi pesanti che aderiscono alla manifestazione viaggiano alla velocità di 30kh. Oggi 29 settembre si sono verificati anche alcuni blocchi, stando a dei video dei protagonisti postati sui social.

In alcuni casi i camionisti sono seguiti da auto e furgoni aderenti all’iniziativa. E hanno tutti lo stesso obiettivo: costringere il governo a ritirare questa norma ritenuta illegittima e anticostituzionale che dal prossimo 15 ottobre andrà a colpire duramente tutti i lavoratori, pubblici e privati i quali senza il lasciapassare non potranno accedere al proprio posto di lavoro ed esclusi totalmente dalla vita sociale.

Da immagini postate sui gruppi Telegram e altre pagine social, viene mostrata una clip girata nel torinese con dei trattori che viaggiano a passo d’uomo. A giorni potrebbero aggregarsi i motociclisti. Non è dato sapere come evolverà questa protesta su cui il mainstream glissa e non dice nulla.

“Non molliamo – dicono alcuni camionisti a SPN – fin quando il governo non farà marcia indietro ritirando una norma che calpesta i diritti e le libertà costituzionalmente garantite, non solo della nostra categoria, ma di tutti gli italiani. Non siamo “cattivi”, vogliamo leggi giuste per il popolo, non norme che ricordano le discriminazioni razziali praticate dalle peggiori dittature del secolo scorso. E pensare che ci consideravano buoni soltanto quando garantivamo la consegna delle derrate alimentari ai supermarket durante il lockdown…Quel che è certo è che noi non arretreremo di un centimetro fin quando lo scopo non sarà raggiunto, convinti che alla fine prevarrà la Giustizia. Vogliamo la nostra libertà, i nostri diritti e il nostro lavoro messo a rischio da politici corrotti. Di doveri ne abbiamo già fatto abbastanza per questo Paese”. “Lottiamo per una Italia Libera, non molliamo”, dice una donna in una clip in basso.

La protesta è spontanea, senza sigle sindacali alle spalle, ma man mano che passano le ore sta prendendo forma una organizzazione meno confusionaria rispetto al 27 settembre. Uno tra i tanti obiettivi dei circa cinquantamila “padroncini” è quello di portare la protesta nelle aree strategiche del paese, tra porti, interporti, aeroporti, ma pure ai transiti di confine con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, senza escludere il transito verso le Isole, in particolare Villa San Giovanni, unica via calabrese di collegamento con la Sicilia. Aree, insomma, dove la situazione potrebbe degenerare in un blocco totale.

I camionisti, insieme a tantissimi altri italiani – parliamo di milioni di persone -, potrebbero confluire anche alla manifestazione nazionale indetta per il prossimo 9 ottobre a Roma, promossa da associazioni e movimenti che, come i centomila di sabato scorso in piazza San Giovanni, protestano contro il lasciapassare verde.

Una protesta che potrà mettere il governo con le spalle al muro con l’auspicio che ritiri il discriminatorio Green pass nonché liberando il Paese da una emergenza o “morsa”, diventata ormai solo politica che sta esasperando milioni di cittadini. Unico paese al mondo. Come dire, a tirare troppo la corda prima o poi si spezza…

GUARDA IL VIDEO 


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