6 Ottobre 2022

Miozzo (ex Cts): “La variante Omicron è soprattutto mediatica”

Il professore invita alla cautela e ad attendere i risultati degli studi scientifici. "I tg hanno generato panico nella popolazione dell’intero Pianeta". E sul Natale che sta per arrivare, l'ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico afferma: “Non abbiamo la sfera di cristallo, ma i dati ci confortano rispetto a quello dello scorso anno"

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“Ritengo che questa variante sia soprattutto mediatica. I media hanno anticipato abbondantemente le valutazioni scientifiche e facendolo hanno generato panico nella popolazione dell’intero Pianeta. Non a caso trovo incredibile che le borse venerdì scorso abbiano perso il 4% solo sulla base di questo allarme che non è ancora ratificato e codificato dalla scienza”.

Agostino Miozzo, medico ed ex coordinatore del Cts, ai microfoni di iNews24, invita alla cautela e ad attendere i risultati degli studi scientifici sulla variante Omicron, prima di allarmarsi.

“In questo momento la scienza non ci ha ancora detto molto. Ci ha detto che presumibilmente è molto infettiva e che non bucherebbe i vaccini. Ma siamo di fronte a un’incertezza che è ancora molto significativa, perché essendo stata identificata pochi giorni fa, si sa ancora molto poco. È quindi assolutamente pericoloso fare valutazioni, dare giudizi e diffonderli come il nuovo Armageddon. Non possiamo fare altro che aspettare la sentenza della scienza che ci dirà se i vaccini sono efficaci sulla variante Omicron e quali sono le vere caratteristiche possono essere definite solo da attenti studi sulla popolazione interessata. Invito quindi i media ad essere prudenti nel dare giudizi prima di avere valutazioni più precise”.

Miozzo nei prossimi giorni tornerà in Sierra Leone: “Stiamo per intraprendere un importante progetto di vaccinazione ai suoi abitanti. La Regione Lombardia ha deciso di destinare un milione di dosi di siero, che somministreremo ad almeno mezzo milione di persone. Si tratta di un primo passo verso il vero obiettivo che ci dovremmo porre: la vaccinazione dell’intera popolazione mondiale”.

Miozzo interviene anche sulla questione della distribuzione dei vaccini nei Paesi meno sviluppati. Per risolvere la situazione, “le modalità sono molteplici e allo stesso tempo semplici e complesse. Una è destinare i vaccini ai Paesi che non sono in condizioni né di acquistarli né di produrli. Poi c’è il problema delle condizioni da dettare o condividere con le grandi industrie farmaceutiche, per far sì che i vaccini possano essere prodotti o venduti a prezzi compatibili ai popoli che non sono in grado di acquistarli”.

Sul Natale che sta per arrivare, Miozzo afferma: “Non abbiamo la sfera di cristallo. L’incertezza è il vero elemento condizionante questa pandemia. Teoricamente non dovremmo avere un Natale come quello dell’anno scorso. I dati ci confortano da questo punto di vista, ma dobbiamo essere prudenti e preparati a qualsiasi evoluzione. La possibilità di avere grossi numeri in terapia intensiva diminuirà se saremo disciplinati, ci atterremo al rispetto delle regole e anche vaccinando la quota di indecisi”.


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