Dodicenne gioca a Basket e muore per un malore improvviso

Correlati

Un ragazzino di 12 anni è morto mentre giocava a basket nella palestra dell’istituto comprensivo “Guarino”, di via Capitano Basile, a Favara, in provincia di Agrigento.

Il piccolo, Davide Licata, è stato colto da un improvviso malore e s’è accasciato a terra, perdendo i sensi. Nonostante l’intervento di due ambulanze del 118 e dei sanitari che hanno cercato di rianimarlo, il bimbo è spirato.

La salma è stata portata in ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Il sindaco, Antonio Palumbo, appresa la notizia, ha annunciato il lutto cittadino nel giorno del funerale.

“A nome dell’amministrazione e della collettività che rappresento, manifesto la mia vicinanza istituzionale e personale alla famiglia del 12enne morto, forse per un malore improvviso, mentre giocava a basket nella palestra della scuola Guarino. Un fatto terribile, un dolore immenso che spezza le parole in gola”, ha detto il primo cittadino citato dal Giornale di Sicilia.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Agrigento. Sul corpo del piccolo Davide sarà effettuata l’autopsia per accertare le cause dell’improvviso decesso.

Potrebbero interessarti


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Questo sito, per scelta, non intende monetizzare mostrando fastidiosi e invasivi banner pubblicitari che irritano l'utenza. Si sostiene grazie alle donazioni dei lettori.

Altre news

Attentato a Ranucci, prese 4 persone. “Pagati per agire in trasferta”. Caccia ai mandanti

Svolta nelle indagini sull'attentato al conduttore di Report. Presunti esecutori sono campani che sono stati pagati per compiere l'attacco lo scorso ottobre a Pomezia. La Dda di Roma contesta anche il metodo mafioso. Il giornalista: "Ora capire se ci sono altri livelli". Fondamentali l'incrocio delle riprese di videosorveglianza e i tabulati telefonici

DALLA CALABRIA

Incendiarono locale a Vicenza per incassare l’assicurazione, 5 arresti tra cui tre calabresi

Le indagini della Polizia e della Guardia di finanza hanno portato al fermo in carcere dei proprietari e di tre presunti complici assoldati a Reggio Calabria