24 Giugno 2024

Grecia verso la libertà dall'Ue e dall'euro, ma la troika ricatta. Chiuse le banche

Correlati

Il premier greco Alexis Tsipras
Alexis Tsipras

La Grecia si avvia al referendum del 5 luglio, nonostante le pressioni esterne affinché Atene “si rimetta in riga”. Sul rischio default il premier Tsipras aveva dichiarato che “sopravviviamo lo stesso”. La grande paura della troika è che le iniziative di Atene potranno avere effetti emulativi tra gli altri stati membri. Silenzio per ora dalla Germania di Angela Merkel, una delle maggiori responsabili del piano di austerità imposta ad Atene. Se esce Atene dall’eurozona sarà una sconfitta epocale per Berlino (che ha quote di maggioranza nella troika) e una grande vittoria per la democrazia, quella di cui tanto parlano i detrattori di Tsipras.

La banca centrale ellenica ha suggerito al premier Alexis Tsipras di chiudere banche e borsa fino al giorno dopo della consultazione popolare e di questo, Tsipras accusa la Bce decisa a togliere ossigeno al popolo greco che, alle strette, potrebbero essere indotti a votare “Si” al referendum. Ma “né l’Eurotower né altri, spiega il premier “fermeranno il processo del referendum. Se i partner dell’Eurozona vogliono – afferma ancora Tsipras – possono dare alla Bce la libertà di ripristinare la liquidità delle banche anche stanotte stessa”.

“Le recenti decisioni di Bce ed Eurogruppo hanno un solo obiettivo: tentare di soffocare la volonta’ del popolo greco”. scrive Tsipras su Twitter sottolineando che “non ci riusciranno: accadrà l’esatto opposto. Il popolo greco resisterà con ancor più caparbietà”. In sintesi, Atene non teme nessuno.

“I tentativi di cancellare il processo democratico – ha ribadito il capo del governo ellenico – sono un insulto e una vergogna per le tradizione democratiche in Europa”, ha detto invitando la popolazione alla calma e sottolineando che “i depositi dei greci sono al sicuro”.

I bancomat riapriranno già nelle prossime ore con il limite di ritiro massimo fissato a 60 euro per i greci (esclusi quanti intendono prelevare la pensione) e gli stranieri o i possessori di carte di credito di Paesi stranieri.

Domenica sera nuovo intervento del ministro del Tesoro statunitense, Jack Lew, in un vicenda interna all’Eurozona. Lew ha reso noto di aver chiamato in serata il premier ellenico Alexis Tsipras per dirgli che è nell’interesse della Grecia, dell’Europa e dell’economia globale trovare una soluzione che riporti Atene sulla strada delle riforme e della ripresa. In definitiva Lew ha invitato la Grecia ad allinearsi alle posizioni rigide della troika. Invito rispedito al mittente.

“La decisione di respingere la richiesta greca “per una breve estensione del programma”, ha rilevato Tsipras, “è un atto senza precedenti per gli standard europei e mette in questione il diritto di un popolo sovrano di decidere”.

Intanto la Bce ha fatto sapere che manterrà la fornitura di liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche al livello attuale, quello deciso venerdi’ 26 giugno. Lo riferisce una nota della Bce, aggiungendo di stare operando con la Banca centrale greca per conservare la stabilità finanziaria. Il Consiglio direttivo si dice pronto a riconsiderare la sua decisione.


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

Potrebbero interessarti

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni

Altre news

La Russia teme un attacco della NATO. Ecco perché

"La crescente amarezza dei paesi occidentali nei confronti della Russia è coerente con la spiegazione dei conflitti armati nella logica della guerra preventiva. Questo modello vede l’escalation come un prodotto delle paure per il futuro. La convinzione che la loro situazione peggiorerà nel tempo spinge gli Stati a compiere passi sempre più avventurosi, anche con l’uso della forza. Nel corso della storia, le grandi guerre, di regola, sono diventate il prodotto proprio di questa logica preventiva: il desiderio di colpire, anticipandone l'atteso indebolimento", scrive Igor Istomin, Direttore del Dipartimento di Analisi Applicata dei Problemi Internazionali presso l'Università MGIMO.

DALLA CALABRIA

In fuga dopo condanna per la strage al cimitero catturato a Sala Consilina

Era latitante dal dicembre 2023 quando la Corte di appello,  in riforma di una decisione della Cassazione, confermò per...

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)