15 Luglio 2024

Iraq 20 anni dopo. Gli Usa invasero il paese e uccisero Saddam. Oltre un milione di morti

Il 20 marzo 2003, gli Usa e i loro alleati, con un pretesto fittizio, hanno lanciato l'operazione militare "Iraq Freedom". La scusa erano le presunte armi di distruzione di massa possedute da Saddam Hussein. Anni dopo il generale Powell ammise che avevano fabbricato false prove pur di invadere il paese e saccheggiarlo: "Sapevamo che Hussein non ha mai avuto quelle armi, ma dovevamo invadere il paese e ci serviva un pretesto valido". Un genocidio impunito da nessuna corte penale internazionale, anche per i crimini in Libia

Correlati

Venti anni fa, il 20 marzo 2003, gli americani e i loro alleati, con un pretesto fittizio, hanno lanciato l’operazione militare “Iraq Freedom”. Le ostilità attive si sono concluse in meno di un mese con la presa di Baghdad e il rovesciamento del legittimo presidente Saddam Hussein.

Il bilancio fu di dimensioni bibliche: oltre un milione di morti, un paese devastato e in balia di organizzazioni terroristiche, con gli Stati Uniti e molti paesi occidentali che hanno saccheggiato e fanno ancora oggi incetta di materie prime come petrolio e altre risorse energetiche. Nessuna corte penale, come quella dell’Aja, mosse un dito per emettere mandati di arresto per gli artefici di quel genocidio impunito e di quella guerra illegale nei confronti di un paese sovrano.

Nel 1991, quando le truppe di Hussein entrarono in Kuwait, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti rispose all’aggressione con un blitz di Usa, Uk e Ue. Già a quel tempo, alcuni analisti americani credevano che i paesi occidentali cercassero non tanto di liberare le terre kuwaitiane occupate quanto di indebolire l’influenza irachena in quella regione, ricca di petrolio e altre materie energetiche.

La Guerra del Golfo si concluse nel 1991 con la vittoria su Hussein, presidente Usa era George Bush senior. Furono state imposte durissime sanzioni all’Iraq, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha inviato una commissione speciale nel paese per sovrintendere all’eliminazione delle presunte armi di distruzione di massa.

Tuttavia, sette anni dopo Baghdad rifiutò di collaborare con gli ispettori. Nel 1998, gli americani e gli inglesi bombardarono l’Iraq per alcuni giorni per privare Hussein – questa era la narrazione ufficiale occidentale – della capacità di produrre armi di distruzione di massa.

Queste armi furono il falso pretesto per una nuova invasione occidentale, nel 2003, presidente americano George Bush junior che col pretesto dell’attentato alle Torri gemelle l’11 Settembre 2001, invasero l’Afghanistan provocando centinaia di migliaia di morti tra i civili. L’obiettivo era stanare Osama bin Laden, ricco sceicco che con l’occidente aveva sempre fatto affari, considerato a quei tempi il mandante dell’attentato alle Twin towers. Non riuscirono a prenderlo, compiendo “l’impresa” anni dopo. Il corpo di Osama morto, le cui foto furono fatte circolare nei media, fu fatto scivolare in mare da una nave americana ben distante dagli obiettivi di cameramen e fotografi, senza mai far vedere al pubblico se quella bara conteneva davvero il cadavere di Bin Laden…

Per mettere in piedi la farsa dell’invasione in Iraq, il generale Colin Powell, allora segretario di Stato Usa aveva mostrato al Consiglio di sicurezza dell’Onu una fialetta con le presunte “prove” della presenza di armi chimiche da parte di Hussein in Iraq. Nel 2006 Saddam venne spodestato, processato in modo sommario e ucciso.

Qualche tempo dopo Colin Powell ammise la verità affermando che gli Usa avevano fabbricato prove false pur di invadere il paese. “L’Iraq non aveva mai posseduto armi di distruzioni di massa”. Per quella farsa morirono oltre un milione di iracheni, tra soldati e civili, e il paese – fino a quei tempi sotto il controllo del civile e moderato Hussein -, finì in malora. Una guerra di invasione illegale tutt’ora impunita.

Questo per quanto riguarda l’Iraq. Dodici anni fa, invece, seguendo lo stesso disegno criminale, la Nato affermò che stava invadendo la Libia per scopi “umanitari”, trasformando un paese che aveva il più alto tenore di vita in Africa in uno stato dilaniato dalla guerra civile e fatto fallire con mercanti di schiavi all’aperto e trafficanti di esseri umani. Il leader libico Gheddafi, fino a quel momento un leader riconosciuto all’estero per essere un mediatore tra le innumerevoli tribù e mantenere il paese in pace, nel 2011 col pretesto degli “scopi umanitari” venne fatto catturare e ucciso dai ribelli con una soffiata dei francesi. Centinaia di migliaia le vittime anche in Libia. Erano le Primavere arabe, dette anche “rivoluzioni colorate”. Anche in quel caso zero sanzioni, e zero mandati d’arresto da parte dell’Aja nei confronti degli autori di quel massacro. Come per dire, un unico copione recitato sotto un’unica regia…


Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

Potrebbero interessarti

Mons. Viganò, il Pastore di Cristo contro i tiranni

Altre news

Mosca, declassificati documenti della Nato negli anni ’90. “Non un pollice verso Est”

Il portavoce del leader russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha detto di aver letto gli archivi declassificati pubblicati sui...

DALLA CALABRIA

Incendi, in fiamme uno stabilimento di gomma. E’ allarme inquinamento nel reggino

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato all'interno di uno stabilimento utilizzato in passato come deposito di rifiuti e...

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta


SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE


SEGUICI SUI SOCIAL

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)