Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all’esercito israeliano di lanciare violenti attacchi a Gaza nonostante il cessate il fuoco. Si rompe così – in modo unilaterale – la già fragile tregua come successe a marzo di quest’anno, quando con un pretesto ripresero la mattanza. Un pretesto come quello usato oggi dopo che Hamas ha ritardato a consegnare la salma di una persona. Le milizie dopo l’accordo di pace avevano rilasciato venti ostaggi vivi più diversi corpi, ma evidentemente in mezzo alle macerie, dove giacciono ancora migliaia di palestinesi uccisi dall’Idf e che nessuno riesce a recuperare, la resistenza palestinese avrà fatto confusione restituendo il corpo sbagliato, ossia di un’altra persona. Intanto, sono decine le vittime palestinesi causate oggi nella ripresa dei raid.
“A seguito delle consultazioni sulla sicurezza, il Primo Ministro Netanyahu ha dato istruzioni ai vertici militari di lanciare immediatamente attacchi violenti sulla Striscia di Gaza”, si legge in una dichiarazione dell’ufficio stampa di Netanhyau citata dai media.
Accuse incrociate di violazioni del cessate il fuoco
La notizia arriva dopo che Netanyahu ha affermato che Hamas ha commesso una “chiara violazione” dell’accordo di cessate il fuoco. Da parte sua, l’ufficio stampa del governo di Gaza ha accusato Israele di aver commesso 125 violazioni del cessate il fuoco dalla sua entrata in vigore, il 10 ottobre, tra cui l’uccisione di 94 palestinesi.
Il rumore delle esplosioni e dei droni continua a risuonare in tutta Gaza nonostante il cessate il fuoco : “È solo un promemoria costante di quanto sia fragile questo cessate il fuoco”, riferisce Hani Mahmoud di Al Jazeera da Gaza City.
I media locali hanno riferito che l’esercito israeliano ha lanciato un attacco aereo sulla città di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale.
Nove palestinesi hanno perso la vita negli attacchi lanciati dall’Idf in varie parti della Striscia di Gaza. Secondo informazioni ricevute da fonti sanitarie, l’esercito israeliano ha preso di mira un veicolo nella città di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Nell’attacco hanno perso la vita 5 palestinesi.
L’esercito israeliano ha bombardato la casa della famiglia “Al-Bena” nel quartiere di Sabra, nella parte meridionale di Gaza City.
In una dichiarazione rilasciata dalla Direzione della Difesa Civile di Gaza, è stato riferito che quattro palestinesi sono stati uccisi in una casa presa di mira dall’esercito israeliano, nove persone, tra cui un neonato e un bambino, sono rimaste ferite e due persone sono disperse sotto le macerie. Lo riferisce Anadolu.
Un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira con missili i dintorni e il cortile dell’ospedale Shifa, nella parte occidentale di Gaza City. Aerei da guerra israeliani hanno effettuato attacchi aerei sul campo profughi di Shati, a ovest di Gaza City.
L’Idf ha bombardato con colpi di artiglieria la zona orientale della città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Le zone bombardate dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza si trovano oltre la Linea Gialla, dalla quale l’esercito israeliano si è ritirato in base all’accordo di cessate il fuoco proposto dal presidente Usa Trump in Egitto e siglato dall’occidente, Ue compresa e da paesi arabi. A quell’incontro non erano presenti né Netanhyau né Hamas.
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza è salito a 30, ha dichiarato all’Agence France-Presse il portavoce della protezione civile Mahmoud Basal.
