24 Febbraio 2024

Strage del Museo del Bardo, arrestato a Milano uno dei presunti autori

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Abdelmajid Touil
Abdelmajid Touil

E’ stato arrestato a Milano uno dei presunti terroristi della strage al museo del Bardo a Tunisi il 18 marzo scorso nel cui attentato morirono 24 persone (molti turisti) tra cui 4 italiani. Il suo nome è Abdelmajid Touil, marocchino di 22 anni ricercato per la strage dalle autorità tunisine.

Dopo vari pedinamenti, è stato catturato dalla Digos a Gaggiano, nel Milanese. Touil è stato preso nei pressi della casa dove vivono la madre e i fratelli ed è indagato dalla procura di Milano con l’accusa di terrorismo internazionale.

Touil, noto anche con l’alias Abdallah, si trovava in Italia un mese prima della strage. Il 17 febbraio era sbarcato a Porto Empedocle in Sicilia insieme ad altri migranti e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione. Ma non si sa ancora quando sia rientrato in Tunisia, nè quando sia tornato in Italia.

La madre, regolare nel nostro Paese, sembrerebbe avesse denunciato la scomparsa. L’allarme sulla sua presenza è arrivato dall’intelligence, ha raccontato il dirigente del Digos di Milano, Bruno Megale. “Lo abbiamo individuato solo ieri – ha spiegato – anche se sapevamo da tempo che bazzicava l’appartamento dei suoi”. L’appartamento si trova in via Pitagora. All’indagine hanno partecipato anche i Ros dei carabinieri. Per il governo tunisino è fra i responsabili dell’attentato al Bardo sia nella fase di pianificazione che in quella esecutiva ed è un un reclutatore di jihadisti.

Nel corso della perquisizione a Abdelmajid Touil, la Digos di Milano ha sequestrato del materiale, tra schede e appunti, che costituisce un ulteriore spunto di approfondimento delle indagini. Sono state avviate le procedure di estradizione, che si svolgeranno a Milano.

Dopo che il Ministero degli Esteri italiano avrà inoltrato la richiesta di estradizione alla Tunisia, le carte verranno trasmesse da via Arenula (dove ha sede il ministero della Giustizia) alla Procura Generale che chiederà alla Corte d’Appello, competente per questi casi, di fissare un’udienza camerale.

Un “nodo” importante è quello della pena di morte, ripristinata in Tunisia dopo essere stata abolita. In teoria, la Costituzione italiana vieta l’estradizione in Paesi dove è prevista, a meno che non venga data la garanzia che non sia applicata nel caso specifico.

La notizia dell’arresto del marocchino è stata accolta con entusiasmo dal premier Matteo Renzi: “Grazie a Forze dell’Ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità!”, ha commentato su Twitter. “Ancora una volta siamo stati più forti noi, più forte lo Stato. Lo abbiamo arrestato” ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano che ha lodato “l’eccellente lavoro delle forze di polizia. Non mancano le polemiche: per il leader della Lega Nord, Salvini, occorre “fermare partenze e sbarchi e controllare le frontiere subito”.


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