Milano, sequestrati 2,5 milioni a “lady sorriso” in Lombardia

Maria Paola Canegrati
Maria Paola Canegrati

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano e quelli del Nucleo Operativo del Gruppo Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, sui beni e conti correnti per un valore complessivo di circa 2,5 Milioni di Euro, riconducibile ad una imprenditrice di Monza e al suo commercialista e consulente bergamasco, nonché a due società operanti nel settore dell’odontoiatria, di cui l’indagata era amministratore unico.

Si tratta di Maria Paola Canegrati, la “zarina” dell’odontoiatria lombarda, conosciuta anche come “lady sorriso”, coinvolta a Febbraio nell’inchiesta “Smile” sulla corruzione negli appalti all’ex Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate e già condannata a 4 anni e 2 mesi di reclusione.

La misura cautelare reale scaturisce dagli ulteriori approfondimenti svolti dopo l’arresto della imprenditrice, che hanno consentito di dimostrare come la stessa si fosse resa responsabile dei seguenti reati, accumulando ingenti proventi illeciti.

Canegrati è accusata di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, commessa in concorso con il commercialista, metodo che le avrebbe permesso di evadere le imposte per un importo pari a oltre 445mila Euro, attraverso l’utilizzo di fatture false pari a oltre 1,8 Milioni di euro, emesse da società estere.

Di truffa e tentata truffa aggravata, commessa mediante l’artificiosa duplicazione di prestazioni odontoiatriche soggette a rimborso da parte del Servizio Sanitario Regionale, procurandosi un ingiusto profitto di oltre 345mila euro e appropriazione indebita, effettuando prelievi ingiustificati dalle casse delle società a lei riconducibili e acquisti di beni e servizi per sé o per terzi mediante l’utilizzo di carte di credito aziendali ovvero facendo addebitare le fatture alle società, procurandosi un ingiusto profitto di oltre 2,6 Milioni di euro.

La Canegrati era stata la figura centrale dell’inchiesta “Smile” in cui fu arrestato il consigliere regionale della Lega Nord in Lombardia, Fabio Rizzi, assieme ad altre 20 persone. Operazione scattata il 16 febbraio 2016.

Secondo gli inquirenti, Canegrati era amministratrice del complesso sistema societario che avrebbe potuto procurarsi negli anni, “attraverso turbative d’asta, la corruzione degli associati Longo e Rizzi e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi, la stipulazione di vantaggiosi contratti per le predette società, nonché, sempre attraverso la corruzione degli associati Longo e Rizzi, la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzionate”.