Ponte Morandi, arresti per falsi report sui viadotti di Autostrade

Altro filone dell'inchiesta della procura di Genova. Dirigenti di Spea, "sorella" di Autostrade, del gruppo Atlantia, avrebbero falsificato i dati sulle manutenzioni

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Il ponte Morandi crollato visto dall'elicottero

Nuova svolta nelle indagini sul disastro del Ponte Morandi di Genova. La Guardia di finanza ha eseguito arresti, misure interdittive, perquisizioni e sequestri nell’ambito di un secondo filone dell’inchiesta della procura di Genova sul disastro di agosto 2018, in cui morirono 43 persone.

L’inchiesta bis è centrata sui report “ammorbiditi” e sulle false manutenzioni dei viadotti da parte di Spea, la società “sorella” di Autostrade per l’Italia del gruppo Atlantia. Coinvolti dirigenti, manager, tecnici e anche un professionista esterno che avrebbero “edulcorato” i report sulle strutture per evitare costosi e celeri interventi da parte del concessionario autostradale”.

Sono in tutto 9 le misure cautelari che riguardano anche il divieto di esercitare la professione. A emettere i provvedimenti il giudice delle indagini preliminari Angela Nutini, su richiesta del pm Walter Cotugno.

L’inchiesta bis era partita dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.