Ponte Morandi, arresti per falsi report sui viadotti di Autostrade

Altro filone dell'inchiesta della procura di Genova. Dirigenti di Spea, "sorella" di Autostrade, del gruppo Atlantia, avrebbero falsificato i dati sulle manutenzioni

Carlomagno campagna Jeep Cherokee Novembre 2019

Il ponte Morandi crollato visto dall'elicottero

Nuova svolta nelle indagini sul disastro del Ponte Morandi di Genova. La Guardia di finanza ha eseguito arresti, misure interdittive, perquisizioni e sequestri nell’ambito di un secondo filone dell’inchiesta della procura di Genova sul disastro di agosto 2018, in cui morirono 43 persone.

L’inchiesta bis è centrata sui report “ammorbiditi” e sulle false manutenzioni dei viadotti da parte di Spea, la società “sorella” di Autostrade per l’Italia del gruppo Atlantia. Coinvolti dirigenti, manager, tecnici e anche un professionista esterno che avrebbero “edulcorato” i report sulle strutture per evitare costosi e celeri interventi da parte del concessionario autostradale”.

Sono in tutto 9 le misure cautelari che riguardano anche il divieto di esercitare la professione. A emettere i provvedimenti il giudice delle indagini preliminari Angela Nutini, su richiesta del pm Walter Cotugno.

L’inchiesta bis era partita dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.