Coronavirus, e se il “paziente zero” fosse nei farmaci in ospedale?

Difficile da spiegare la morte di quattro anziani pazienti per il covid-19. Mai stati in Cina, mai avuto contatti con soggetti sospetti. Le vittime erano già ricoverate con altre patologie. Non è da escludersi qualche "partita" infetta


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Al momento non è dato sapere come stia avvenendo il contagio in Italia. Si cerca il “paziente zero”, una sorta di fantasma, ma il fatto che finora le vittime sono persone anziane già affette da altre patologie fa sorgere forte il dubbio che a provocare in loro il contagio possano essere stati i farmaci che sono stati somministrati, o strumenti, come tamponi e altro, negli ospedale. Non è da escludere.

Le vittime erano tutte ricoverate da giorni, non si sono recate in ospedale perché avevano i sintomi del virus. La donna di 82 anni morta a Cremona era da tempo in oncologia quindi con una grave forma di tumore. Anche lei è morta, come l’ex imprenditore 77enne di Vo’ Euganeo e gli altri due vecchietti, per il covid-19.

Come lo abbiano contratto il virus è il più grande dei misteri. Non erano mai stati in Cina, e non sarebbero potute venire a contatto con altri soggetti sospetti, dal momento che erano ricoverate in ospedale.

Quindi, non può escludersi a priori che il “paziente zero” risieda in qualche farmaco, vaccini o strumenti ospedalieri. Magari si tratta di qualche “partita” infetta che circola nei nosocomi e che nessuno finora ha mai controllato.


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