Muore Raffaella Carrà, era stata vaccinata ma tv e grandi media lo nascondono

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Raffaella Carrà

Due giorni fa è morta Raffaella Carrà, la nota artista, cantante, ballerina e conduttrice Rai; insomma una delle star televisive più amate in assoluto dagli italiani.

Raffaella aveva 78 anni. Le cause del decesso non sono chiare. C’è chi afferma che aveva un cancro per via del fumo, c’è chi sostiene che tutto sommato stava bene prima di inocularsi il vaccino anti-Covid.

Era stata lei stessa a “promuovere” il vaccino per “liberarsi” dalle restrizioni imposte e “tornare a vivere”. Sul mainstream, come sempre accade, non c’è menzione del fatto che l’artista era stata vaccinata e poi è morta come decine di migliaia di persone passate nell’aldilà nel silenzio generale dopo essersi inoculate il siero sperimentale propagandato a tamburo battente dai circuiti massmediatici fedeli all’unica narrativa possibile: “Il covid è letale (falso) e i vaccini sono efficaci e sicuri (altro falso colossale) che se inoculati consentono di tornare alla vita di prima…” (falso con ricatto mafioso).

In un lancio dell’Ansa di fine dicembre 2020, l’agenzia pubblica un articolo che riprende dichiarazioni della Carrà:

“Dobbiamo per forza vedere nei tg tutti questi aghi che entrano nelle braccia delle persone? Quello fa paura e dà angoscia. Invece è importante spiegare perchè bisogna fare il vaccino. Io quando toccherà a me lo farò sicuramente, perchè ho visto troppe persone, anche qualche amico, che ha sofferto tantissimo per combattere il coronavirus.

Allora non è meglio farsi il vaccino? Hai la libertà di uscire, di viaggiare, di rivivere praticamente”. Così Raffaella Carrà intervenuta telefonicamente nel corso de La Vita in Diretta su Rai1. “L’unica cosa – ha proseguito – è che, nella mia umile esperienza, penso che questa storia durerà almeno un anno e mezzo, due, quindi non perdiamo di vista le tre regole fondamentali: mantenere la distanza, mettere le mascherine e lavarsi le mani”.

Carrà ha anche parlato di un rito che compiva a Capodanno, come ricordato in una intervista al Corriere della Sera. “Tanti anni fa – ha detto – prendevo la bottiglia vuota usata per il brindisi di mezzanotte, soffiavo dentro tutte le cose brutte dell’anno e la tiravo contro un muro. Per me rompere la bottiglia è una piccola scaramanzia. Quest’anno lo farò pensando alle rogne, ai fastidi e ai dolori di questo 2020. Mi aspettavo un anno bello ma è stato cattivissimo”.

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