5 Febbraio 2023

Qatargate, Giorgi confessa: “Gestivo le tangenti”. Sospetti su 60 eurodeputati. L’ombra degli 007

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Francesco Giorgi ha confessato di aver fatto parte di un’organizzazione usata da Marocco e Qatar per interferire e condizionare affari europei. Il suo ruolo era quello di gestire i contanti, ossia le tangenti. Sospetti su almeno 60 europarlamentari, di più schieramenti, che in base a quanto emerge, avrebbero intascato mazzette.

Il compagno di Eva Kaili, ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo, avrebbe anche detto di sospettare che Marc Tarabella e Andrea Cozzolino, europarlamentari socialisti, avrebbero preso soldi tramite Antonio Panzeri, ex eurodeputato finito nell’inchiesta dei pm belgi.

“Contorni abbastanza devastanti, bisogna fare piena luce senza sconti, andando fino in fondo”, dice la premier Meloni. “Nessuna impunità, l’Eurocamera non è in vendita, le accuse sono un colpo alla democrazia. Andremo giù duro con i responsabili”, dice la presidente dell’Eurocamera Metsola. Dietro lo scandalo una battaglia tra servizi segreti arabi, al centro il ruolo del Marocco.

Nell’indagine della magistratura belga sul “Qatargate” sarebbe stato individuato un gruppo “indeterminato e molto ampio” dedito alla consumazione di fatti “di corruzione, operante all’interno di strutture europee con o senza legami con l’Unione Europea”. Fatti di corruzione legati a “ingenti somme di denaro” in cambio della “propria attività”. E’ quanto emerge dal decreto della Procura di Milano con il quale, su delega del giudice istruttore di Bruxelles, sono stata effettuate una serie di perquisizioni, tra cui una nell’abitazione di famiglia di Antonio Panzeri, ex eurodeputato, e una in quella del suo ex collaboratore Giorgi.

Niccolò Figà-Talamanca, arrestato venerdì scorso a Bruxelles nell’ambito delle indagini in corso in Belgio per presunta corruzione, per ora resta in prigione. La procura federale ha infatti presentato ricorso contro la decisione con cui ieri la camera di consiglio aveva deciso di riconoscere a Figà-Talamanca il braccialetto elettronico. Lo ha reso noto, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Belga, Eric Van Duyse, portavoce della procura federale.

Il capo della Procura europea, Laura Kövesi, ha chiesto la revoca dell’immunità dell’ex vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili (S&D) e dell’europarlamentare Maria Spyraki (Ppe). Lo comunica una nota. Sulla base di un rapporto investigativo ricevuto dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), si sospetta una frode a danno del bilancio dell’Ue, in relazione alla gestione dell’indennità parlamentare, e in particolare per quanto riguarda la retribuzione degli assistenti parlamentari accreditati.

“Le accuse che coinvolgono il Parlamento europeo sono un colpo alla democrazia e a tutto ciò su cui abbiamo lavorato per molti anni. Ci vogliono anni per costruire la fiducia, ma solo un momento per abbatterla”. Lo ha detto la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola arrivando al Consiglio europeo. Darò “il messaggio che non ci sarà impunità, non ci sarà da nascondere sotto il tappeto, non ci sarà da fare come al solito”. “Farò tutto il possibile per ripristinare la posizione di Casa della democrazia, di legislatore, di istituzione che prende decisioni, pulita, e trasparente e che non è in vendita a attori stranieri”.

Parlando in conferenza stampa al vertice Ue, la presidente dell’Eurocamera ha riferito di essere stata invitata ad andare ai Mondiali, ma di aver rifiutato: “Perché ho delle preoccupazioni su quel Paese”, ha detto. “Ho avuto due incontri con i rappresentanti del governo del Qatar a Bruxelles dove ho ricevuto gli inviti che ho rifiutato”.

Sul fronte delle indagini, davanti agli inquirenti belgi Francesco Giorgi ha confessato di aver fatto parte di un’organizzazione utilizzata dal Marocco e dal Qatar allo scopo di interferire e condizionare gli affari europei. Il suo ruolo era quello di gestire i contanti. Lo scrive stamane il quotidiano francofono belga Le Soir in base a documenti visionati insieme a La Repubblica.

Secondo quanto scrive il giornale, Giorgi avrebbe anche indicato di sospettare che Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, entrambi europarlamentari del gruppo S&D, avrebbero preso soldi tramite Antonio Panzeri. Il Marocco sarebbe coinvolto nella vicenda di sospetta corruzione attraverso il suo servizio di informazione esterna, la Dged. In base ai documento consultati dai due quotidiani – si legge ancora sul giornale – Panzeri, Cozzolino e Giorgi sarebbero stati in contatto con con la Dged e con Abderrahim Atmoun, l’ambasciatore del Marocco in Polonia.

Fonti dell’intelligence citati dall’Ansa rivelano che tra i servizi europei che hanno collaborato alla fase di intelligence nell’indagine sul cosiddetto ‘Qatargate’ ci sono anche le agenzie italiane Aise ed Aisi, per i rispettivi ambiti di competenza.

E secondo quanto scrivono i media greci, la procura di Atene ha aperto un’indagine penale sulla ex vicepresidente del Parlamento Ue, Eva Kaili, per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione a fatti diversi da quelli su cui sta lavorando la magistratura belga. Il decreto d’urgenza per l’esame preliminare è stato emesso dal procuratore finanziario. I magistrati greci chiederanno alle autorità giudiziarie di Bruxelles copia del fascicolo del caso che riguarda l’eurodeputata.

“I contorni sono abbastanza devastanti”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivando al Consiglio Europeo parlando del Qatargate. “In questi casi credo che conti molto la reazione e la reazione deve essere ferma e decisa”, ha aggiunto. Il leader della Lega Matteo Salvini: da anni infangano la Lega cercando rubli (che non ci sono) con articoli, inchieste e commissioni, ma allo stesso tempo “gli passavano sotto il naso milioni di euro in corruzione dai paesi islamici. Penosi”. Il leader del M5s Giuseppe Conte: “Nessun parlamentare italiano, che prende soldi dai cittadini, deve prendere soldi da stati stranieri, fondi sovrani o collegati”.

“Piena fiducia nell’inchiesta giudiziaria e pieno supporto e fiducia alla presidente del Parlamento Europeo Metsola nell’adottare i passi necessari per migliorare e proteggere il funzionamento dell’Eurocamera”. E’ questo il messaggio che, a quanto si apprende da fonti Ue, è stato diretto dai leader europei alla presidente dell’Eurocamera, che è stata “ringraziata per la sua franchezza”. I leader hanno accolto l’efficienza con cui l’Eurocamera ha risposto a questo attacco”, ha spiegato Metsola in conferenza stampa.

E mentre la presidente annuncia che sarà messo in campo un ampio pacchetto di riforme del Pe nel 2023, spiegando che “esistono falle che vanno chiuse come quella degli ex membri del Parlamento europeo o nel registro della trasparenza”, e dice di aver chiesto una revisione su quello che è stato votato e su cui si è lavorato, il Parlamento europeo dà il via libera al testo che chiede la sospensione immediata di tutti i lavori legislativi relativi al Qatar. Il testo votato è stato adottato con con 541 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti.

Il Qatargate “ha scosso la fiducia dei cittadini nel Pe, dobbiamo assumere una posizione forte, ne abbiamo parlato con Roberta Metsola e ho piena fiducia nella presidente dell’Eurocamera”. Lo ha detto Petr Fiala, premier della Repubblica che detiene il semestre di presidenza ceca. “Abbiamo tutti piena fiducia nel ruolo della giustizia che farà chiarezza sui fatti, che per ora sono solo accuse”, ha aggiunto il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. “Eventi di questo tipo erodono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

E mentre la maxi inchiesta della Procura del Belgio sta andando avanti spedita, in molti sospettano che a breve l’indagine si allarghi investendo in pieno tutto il Parlamento europeo (anche nella passata legislatura), nonché la Commissione Ue.

Gli 007 e la soffiata sul Qatargate

A dare il via all’inchiesta Qatargate, che sta terremotando il Parlamento europeo, sarebbe stata una segnalazione arrivata dagli Emirati Arabi Uniti all’intelligence del Belgio che per mesi ha lavorato con i servizi segreti di altri cinque Paesi, ma non con quelli dell’Italia, “che sarebbero stati esclusi dall’operazione nonostante tutto sembri ruotare attorno a figure di nazionalità italiana”. E’ quanto ricostruisce il Corriere della Sera in un articolo pubblicato ieri.

La segnalazione degli Emirati, scrive il Corriere, “ha portato gli 007 sulle tracce di un centro di studi del Marocco a Bruxelles dietro il quale si nascondeva una centrale di spionaggio.

I servizi belgi hanno appurato che il centro culturale aveva collegamenti con l’ambasciatore marocchino in Polonia Abderrahim Atmoun che nelle carte dell’inchiesta è citato come colui al quale Panzeri doveva affidare dei regali da lui ricevuti affinché fossero trasferiti in Marocco”.

Partito nel 2021 come un caso di ‘sicurezza nazionale’ per la minaccia di interferenza da parte di un Paese straniero sui processi decisionali del Parlamento europeo – continua il Corriere – il dossier evidentemente ad un certo punto perde di pericolo e si trasforma in una questione di corruzione internazionale, altrettanto grave ma meno allarmante per gli 007 locali, che lo passano alla magistratura ordinaria. I magistrati ci lavorano e puntano anche ai rapporti con il Qatar, specie della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili”.


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