Mario Draghi lascia tassi invariati. Le Borse respirano

Il presidente della Bce Mario Draghi
Il presidente della Bce Mario Draghi

“I tassi sono rimasti fermi e resteranno così per un lungo periodo di tempo. Pronti a fare tutto il possibile per l’inflazione”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi. “Con l’inizio dell’anno i rischi al ribasso sono aumentati di nuovo, c’è volatilità ed in questo ambiente l’inflazione resta debole”, ha detto ancora Draghi citando i paesi emergenti e i rischi geopolitici. Le dichiarazioni di Mario Draghi di lasciare invariati i tassi danno ossigeno alle Borse che guadagnano terreno dopo il “mercoledì nero”. Milano chiude col +4%

“Alla luce degli sviluppi di inizio anno – ha aggiunto Draghi – la Bce rivedrà la propria politica monetaria a marzo”. “Il piano di acquisto titoli procede bene, con effetti positivi sul costo del credito a famiglie e imprese”, ha aggiunto il presidente della Bce, ribadendo che le misure messe in campo dalla Banca Centrale dalla metà del 2014 “stanno funzionando”. Inoltre, ha spiegato che le decisioni prese a dicembre di allungare “almeno fino a marzo 2017” il “Quantitative Easing” e di reinvestire i proventi dei bond maturati “fino a quando sarà necessario”, sono state “del tutto appropriata”.

Mps chiude in Borsa con un balzo del 43,15% portandosi a 0,73 euro. L’istituto ha riagguantato la soglia dei 2 miliardi di capitalizzazione: a Piazza Affari vale ora 2,14 miliardi.

Wall Street accentua il rialzo, sulla scia del rimbalzo del prezzo del petrolio. Il Dow Jones guadagna ora l’1% e il Nasdaq lo 0,71%. Bene anche l’indice S&P500 che sale dello 0,84%.

Le aspettative per l’inflazione nel corso dell’anno si sono indebolite rispetto a dicembre, ha detto poi Draghi, spiegando che i tassi possono scivolare in territorio negativo nei prossimi mesi e risalire nella seconda parte dell’anno.

La ripresa nell’eurozona deve essere sostenuta da riforme strutturali, che devono accompagnare la politica accomodante della Bce, ha ribadito il presidente Draghi, aggiungendo che tutti i paesi devono adottare una politica fiscale più pro-business.

La Bce “è pronta ad agire” e a “mettere in campo tutti gli strumenti a sua disposizione entro il suo mandato” per raggiungere l’obiettivo di un tasso d’inflazione vicino ma sotto al 2%: ha ribadito il Draghi.

“Stiamo adattando i nostri strumenti a condizioni che cambiano e stiamo facendo tutto ciò che è necessario per portare a termine il nostro mandato e non ci arrendiamo davanti a questi nuovi fattori”: così Draghi sottolineando che il consiglio direttivo è unanime nel rivedere la politica monetaria a marzo.

Al momento “non vediamo nessun segnale circa una potenziale instabilità finanziaria come visto prima della crisi”. Draghi ha sottolineato di essere “consapevoli” e ribadendo che “non ci sono limiti” all’azione della Bce entro il suo mandato.

“In Italia le banche hanno un livello di patrimonializzazione nella media dell’eurozona ed un alto livello di garanzie e collaterale”, ha detto il presidente della Bce. “Nessun nuovo e inatteso accantonamento o nuove richieste di maggior capitale per le banche” europee sarà avanzato dalla vigilanza.

“Non è una iniziativa che vuole spingere le banche a risolvere urgentemente il tema dei crediti, sappiamo che ci vuole molto tempo”. Così il presidente della Bce Mario Draghi è tornato sul questionario inviato dalla vigilanza a diverse banche nell’area euro (fra cui le italiane) che ha provocato forti tensioni in Borsa. Il senso del questionario, ha detto, rientra nelle buone pratiche sulla gestione dei crediti deteriorati ed “è stato inviato a molte banche in diversi paesi”.

La Banca Centrale Europea ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. Il tasso sui depositi bancari resta fermo a -0,30% e quello sui prestiti marginali allo 0,30%.

Schaeuble, banche a picco? Bail-in si è deciso insieme – I governi europei hanno deciso “insieme” che non sarebbero più stati i contribuenti a dover sopportare il peso dei salvataggi bancari, optando per il coinvolgimento dei creditori privati. Lo ha ricordato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble commentando i crolli bancari in borsa. “Ora il bail-in sta creando molta instabilità perché i Paesi membri non erano preparati. Ma se vogliamo fare l’Europa più forte, il segreto è mettere in pratica quanto deciso e io amo dire ‘è l’implementazione, stupido'”.