Magorno vs Scopelliti. Un amore sbocciato a prima vista

Carlomagno campagna novembre 2018
Ernesto Magorno alla Camera
Ernesto Magorno alla Camera

Scrive Adriano Mollo, giornalista e caporedattore del Quotidiano del Sud che «Ernesto Magorno è sempre stato un “gran cerimoniere”, ospitale. I suoi slanci di generosità a volte gli hanno fatto perdere di vista il senso della misura, superando il limite della continenza. Non si è trattenuto nemmeno di fronte a ragioni di opportunità, come dimostra la lettera inviata a Matteo Renzi per esaltare il lavoro (dovuto e pagato dal canone) dalla redazione Rai della Calabria e del caporedattore, notoriamente, fino all’avvento di Renzi, fedelissima di Maurizio Gasparri e Giuseppe Scopelliti».

L’ex sindaco di Diamante, provincia di Cosenza, (deputato Pd dal 2013) da qualche mese eretto a segretario regionale del Pd sotto la spinta dominante di Matteo Renzi, possiamo definirlo un amministratore che ama il “dialogo”, la “pace”, il “tatticismo”. Uno che potrebbe fare le trattative per la pace in Medio Oriente, tanto è diplomatico. Per intenderci, sarebbe disposto ad allearsi anche coi “peggiori avversari” se questo può tornare utile alla comunità piuttosto che alla carriera. Della serie: “Se ho un amico, dò per scontato che stia con me. Se mi trovo di fronte un nemico, cerco di allearmici per ritrovarmi alla fine con due amici, anche se uno è falso e l’altro magari non vale…”. Una transumanza che nella politica italiana e calabrese è abbastanza diffusa. In politica mai attaccare frontalmente l’avversario. Si rimarrebbe isolati. Meglio cercare “l’equilibrio”, sempre il giusto “compromesso”. Sia che si rivesta una carica politica che istituzionale. Che poi cambia poco in termini sostanziali.

[su_youtube url=”http://youtu.be/seH_msltZzU”]C’è questo video che dimostra la teoria magorniana del “politically correct” autentico. Immagini postate su Facebook da Giuseppe Scopelliti, ex presidente della Regione Calabria (ex, per la nota vicenda giudiziaria) ed esponente di spicco del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Il titolo: «Ecco che cosa diceva Magorno di me», quasi a voler rimarcare gli “attacchi” dell’ex sindaco all’indirizzo dell’ex sindaco di Reggio di questi mesi. Scopelliti non ha mai creduto “nell’originalità” di questa avversione politica. E si diverte. Conoscendo il soggetto, lo sfotte, sghignazza (sempre amichevolmente). Era il 2010, anno in cui l’ex sindaco di Reggio Calabria si candidò e vinse le regionali contro l’uscente Agazio Loiero.

Magorno, da sindaco della cittadina tirrenica, in una manifestazione a sostegno di Scopelliti partecipò con una grinta da fare arrossire gli stessi promotori della candidatura di Scopelliti come si vede dal video, (in cui appaiono i manifesti della candidatura del futuro presidente e quelli dell’ex Pdl). Ernesto disse tra gli applausi a Peppe: «Vada avanti, non si preoccupi. Lei avrà il consenso, l’affetto, il sostegno, la sollecitazione anche di quelle parti che in questo momento guardano alla Calabria e dei cittadini calabresi». Un po’ come se gli eterni avversari di Berlusconi, D’alema, Prodi, Veltroni, Bersani e giù scorrendo avessero pronunciato le medesime frasi di complimenti al “principale avversario politico”. Sarebbe inimmaginabile…

Giuseppe Scopelliti
Giuseppe Scopelliti

Poi si sono ribaltate le posizioni. Magorno, non più sindaco “fiuta” Renzi e ne diventa in Calabria uno dei “principali” sostenitori. Dopo un traumatico commissariamento durato oltre tre anni, il Pd sceglie con le primarie proprio lui, intanto nominato deputato grazie all’odiato “porcellum”. Diventato segretario regionale “avende titulu” si sente in “dovere” di prendere posizioni contro la giunta regionale guidata da Scopelliti, il suo “amico-nemico” che forse, come si interroga Mollo, gli fa pervenire qualche spicciolo per contribuire al Festival del Peperoncino di Diamante. Gli attacchi arrivano a giorni alterni. Aumenta l’intensità quando il parlamentare si accorge che Scopelliti è messo fuori gioco.

Peppe non dà credito. Ne ride e continua a divertirsi sapendo che presto la “debolezza” di Magorno porterà il Pd ad essere “nuovamente commissariato” per i “pasticcioni” commessi sotto la sua gestione, vedi ad esempio le primarie, gli scontri intestini al Pd, l’assenza di una posizione chiara sul futuro del partito e in coda tante altre cose, non ultima la debacle al comune di Rende.

Magorno con Renzi visti da Grattachecca
Magorno con Renzi visti da Grattachecca

Delle “timidezze” di Ernesto avevo già avuto l’onore di occuparmene su queste pagine. In una intervista “non autorizzata” si profilava quello che il segretario del Pd avrebbe denunciato “ufficialmente” quattro mesi più tardi: ossia, “l’inciucio”, il fatto che i consiglieri del suo partito non volevano andare alle urne. Una cosa satirica con tanto di atmosfera…, ma a rileggerla oggi è come se riflettesse il “reale”…

Continua Mollo su suo giornale che «nello stesso periodo Scopelliti ha ricevuto altre affettuosità da esponenti di primo piano del centrosinistra calabrese.

La più clamorosa quella di Nicola Adamo, in rotta con Agazio Loiero e che per questo uscì da partito insieme a Peppe Bova, che il 28 novembre 2010, organizza a Rende un’iniziativa sulla sanità che un suo stretto collaboratore così la sintetizzò:

«Vogliamo accreditarci come l’unica opposizione in consiglio regionale». Era un’iniziativa sul piano di rientro, ci fu una stretta di mano, definita «dell’inciucio» sotto i flash dei fotografi con uno Scopelliti che disse, raccontano le cronache del tempo, sì al dialogo ma «solo con gente come Adamo». E non con chi è ora «il vero problema», riferendosi a Loiero e ai «i sette samurai, (i consiglieri regionali del Pd) che vanno a promettere chissà cosa per gli ospedali di montagna». Oggi Ernesto Magorno e Nicola Adamo, su fronti opposti, lavorano a costruire le trame per la candidatura alla presidenza del centrosinistra, il primo utilizza Massimo Canale a fini di battaglia politica per fare fuori Oliverio, il secondo, invece, è il braccio armato di Mario Oliverio”.