Covid, Bassetti: “Nove su 10 dei nuovi casi sono asintomatici, non sono malati”

"Mortalità azzerata", afferma l'infettivologo di Genova che critica la "strategia del terrore" di media e governo. Si continua ad esaltare una presunta "risalita dei contagi", ma si tratta di qualche centinaio di persone positive senza sintomi e che stanno bene.

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Il prof. Matteo Bassetti

Su 642 nuovi casi di positività al Covid “almeno il 90 per cento dei positivi al tampone, sono asintomatici. Il che significa che non sono malati”. A dirlo in una intervista al Corriere della Sera è il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che già nei giorni scorsi su fb aveva criticato l’esaltazione mediatica dei nuovi casi e la decisione del governo di chiudere discoteche e imporre mascherine all’aperto dalle ore 18 all’alba: “Si continua nella strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze di tutto questo. La cosa che più colpisce è che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici. A questo gioco al massacro io non ci sto”. Un’affermazione chiusa con un post scriptum: “Sappiate che in Italia il virus lavora e contagia solo di sera e notte. Di giorno invece si riposa. Sarà mica un virus fornaio? Rido per non piangere”, ha scritto.

Nell’intervista al Corsera il medico sottolinea la necessità di non somministrare antibiotici agli asintomatici e che comunque le persone positive devono “stare in quarantena”. Sul fatto dei nuovi casi, Bassetti sostiene che “esiste una classificazione della gravità dell’infezione da Covid 19 firmata dall’Nhi, i National Institutes of Health americani. La più grave, quella definita “critica”, comporta importanti problemi respiratori, shock settico e danni in molti organi. Poi c’è quella “severa” , sempre secondo la terminologia anglosassone, in cui è necessaria l’assistenza respiratoria. E dopo arrivano i “casi moderati”, che possono essere curati nei normali reparti di medicina interna degli ospedali”.

E sul fatto che il virus sia oggi meno aggressivo: “Sembrerebbe di sì”, dice l’infettivologo citando una ricerca in corso di validazione. Questo “potrebbe essere dovuto a una ridotta carica virale, a una migliore assistenza dei malati, a qualche mutazione del virus stesso”.

Alla domanda se ci sono riscontri clinici, Bassetti risponde: “Sì, ce ne sono. Nei mesi di marzo, aprile, maggio al San Martino di Genova avevamo una mortalità dell’11% nei pazienti ricoverati. Ora è zero”. Una posizione già espressa in passato dal prof. Alberto Zangrillo che aveva affermato come il virus era “clinicamente morto”. Una dichiarazione “controcorrente” che suscitò polemiche anche negli ambienti medici.

Nelle scorse settimane l’infettivologo ligure aveva sostenuto ad Agorà che quella del Covid “è un’infezione con una contagiosità più alta rispetto all’influenza stagionale ma con un letalità per gli infetti decisamente inferiore ai numeri riportati. Bisogna continuare ad avere l’atteggiamento che abbiamo avuto ma non fare terrorismo”.

L’esaltazione mediatica dei nuovi casi ha portato il governo a chiudere le discoteche in piena estate e a imporre la mascherina anche all’aperto, dalle 18 alle 6, nei luoghi della movida o dove si creano assembramenti. L’esecutivo, sulla scorta di questi numeri, ritenuti da molti esperti “esigui ed insignificanti”, potrebbe decidere per la mascherina obbligatoria pure a scuola. Ma non tutti, genitori in testa, sono d’accordo.

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