Vaccini sperimentali e passaporto vaccinale vìolano il “Codice di Norimberga”

Lettera aperta dell'Associazione European Consumers ai parlamentari e alla Commissione UE con cui ci si oppone alla Violazione del Codice di Norimberga in relazione alla somministrazione sperimentale dei vaccini anti-Covid e alla paventata introduzione del passaporto vaccinale. Pratiche illegali e vietate secondo le norme internazionali scritte dopo il processo ai Nazisti

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Pubblichiamo integralmente la lettera che l’Associazione European Consumers ha inviato ai parlamentari e alla Commissione europea con cui si chiede di non vìolare il Codice di Norimberga in merito alla somministrazione di vaccini sperimentali anti-Covid e l’introduzione del passaporto vaccinale. Pratiche assolutamente vietate dalle norme internazionali scritte dopo lo storico processo ai Nazisti.
L’Associazione European Consumers si impegna in difesa dei cittadini che scelgono di esercitare i propri diritti democratici e di non ricevere il trattamento medico sperimentale del vaccino contro il Corona virus Covid 19 o Sars-Cov-2.

Si rileva a tal proposito che tratta di vaccini sperimentali passati già in fase clinica sulla base di procedure di emergenza e ad uso ‘compassionevole’ a partire dal settembre del 2020 su operatori sanitari e forze dell’ordine anche in assenza di pubblicazioni sui limitati test preclinici in vitro e sugli animali1.

Si tratta, inoltre, di tecnologie mediche innovative con inserti sintetici di m-RNA e che non hanno passato tutti i necessari passaggi, non hanno ottenuto un’approvazione definitiva da alcun organo di controllo e i cui effetti a medio e lungo termine non sono stati testati. Di fatto gli effetti avversi di questi medicamenti sono sconosciuti.

Il vaccino AstraZeneca di Oxford destinato a prevenire la malattia da Coronavirus-19 o COVID-19 nelle persone di età superiore ai 18 anni di età, ad esempio, è composto da un adenovirus di scimpanzè incapace di replicarsi e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2 ma vi è anche la presenza di DNA umano modificato geneticamente come, peraltro, affermato nel foglio illustrativo rilasciato da AIFA in data 2.2.21. In particolare si tratta di cellule embrionali renali umane geneticamente modificate (HEK)293 mediante tecnologia a DNA ricombinante.

Ciò premesso, la legge italiana n. 413 del 1993 prevede all’art. 1 il Diritto di obiezione di coscienza: 1. I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell’esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale.

Pertanto, questi prodotti sperimentati su animali non possono essere imposti alla popolazione indiscriminatamente con un passaporto vaccinale che ne lederebbe la vita sociale e i diritti sanciti da convenzioni internazionali e possono essere rifiutati da chi ama l’ambiente anche per il loro carattere OGM..

La presenza di DNA umano nei vaccini può condurre nel medio e lungo termine allo sviluppo di malattie autoimmuni.

L’ingegneria genetica è, solitamente, indicata come “(…) l’alterazione del materiale genetico o ereditario di un organismo per eliminare caratteristiche indesiderabili o per produrne di nuove desiderabili”2. Queste tecniche sono state utilizzate in alimenti di ogni tipo ma anche con lo scopo di curare malattie sopravvenute in occasione di mutazioni genetiche, appunto, come la fibrosi cistica, il diabete e altre malattie invalidanti. Sono, quindi tecnologie in grado di migliorare la vita di molti ammalati.

Tuttavia i vantaggi della genetica di sintesi non è priva di rischi, ad esempio applicata ad una specie vegetale utilizzata per l’alimentazione, può indurre reazioni allergiche di varia entità impreviste e non riscontrate nella forma originale di quell’alimento e, addirittura, provocare effetti tossici per l’organismo ricevente.

Inoltre queste tecniche possono indurre una resistenza agli antibiotici in quanto vengono utilizzati come ‘marcatori selezionabili’, cioè servono ad identificare le cellule che hanno assorbito geni estranei e che rimangono funzionanti negli alimenti geneticamente modificati.

La resistenza sviluppata in chi assume alimenti contenenti questi marcatori potrebbe avere effetti letali anche perché il processo di mutazione non può essere invertito3. Uno scenario che diventa ancor più preoccupante a fronte delle sperimentazioni praticate su patogeni infettivi: gli esperimenti su questi patogeni possono provocare la creazione di varianti estremamente più infettive rispetto alla forma originale di virus e batteri e capaci di causare epidemie a livello mondiale.

L’alto tasso di problemi di salute riscontrato negli animali sperimentati e modificati, ad esempio con geni umani4 ha spinto nel 2002 l’Accademia nazionale delle scienze a pubblicare un rapporto che chiedeva il divieto legale per la clonazione umana. Anche perché il codice di Norimberga dichiara di non consentire la sperimentazione umana quando i rischi sono sostanziali e per questo tipo di sperimentazione i rischi sono più che sostanziali5. Le scoperte indotte dalla clonazione umana6 (e non), la capacità di modificare le caratteristiche umane sono imprevedibili7.

Il Codice di Norimberga è un codice di etica medica le cui istanze sono state generate a partire dalla condotta criminale dei medici nazisti e degli esperimenti medici condotti durante la Seconda Guerra Mondiale e denunciata dal Tribunale di Norimberga.

Il primo principio del Codice di Norimberga richiede il consenso volontario e informato delle persone che ricevono il trattamento e partecipano ad un esperimento clinico. Le persone che si sottopongono ad un esperimento clinico devono poter esercitare inoltre la propria libertà di scelta senza che fattori esterni costituiscano costrizione, inganno, minaccia, istigazione, o altri tipi di coercizione e restringimento delle libertà individuali.

Ciononostante la campagna vaccinale è stata divulgata con ogni mezzo possibile e senza esplicitare con sufficiente chiarezza che si tratti di una sperimentazione medica di tipo genetico né che il proprio consenso debba essere acquisito in funzione del Codice di Norimberga.

Il Codice prevede, inoltre, che il paziente sia messo a conoscenza dell’esistenza di cure alternative delle quali devono essere descritti i processi medici, vantaggi e svantaggi, benefici e rischi di tutti i trattamenti in modo che il paziente sia messo in grado di prendere una decisione consapevole e in assenza di pressioni di alcun tipo. Eppure nella campagna vaccinale è stata completamente ignorata l’esistenza di medicamenti alternativi al vaccino – pure utilizzati in numerosi ospedali – mentre non sono state condotte investigazioni riguardanti gli effetti collaterali – seppure documentati – delle vaccinazioni e riguardanti paresi e disabilità. Inoltre non esistono rapporti ufficiali riguardanti il numero di persone morte o danneggiate dal vaccino sperimentale.

Gli accordi dei governi europei con le case farmaceutiche non solo non sono stati resi noti ma in seguito alla richiesta di accesso agli atti di un’associazione, la Commissione UE si è rifiutata di divulgare documenti relativi ai negoziati sul vaccino nonché i nomi dei membri del Joint Negotiation Team, un gruppo di sette esperti designati dagli Stati Membri8.

La Fase3 richiede che a decine di migliaia di persone sia inoculato il vaccino allo scopo di verificarne efficacia e sicurezza9.

Gli effetti collaterali possono consistere in reazioni immediate (dolore locale, ….) e sono dovuti ad una reazione infiammatoria. Tuttavia può accadere che gli anticorpi prodotti in risposta al vaccino possano peggiorare l’infezione, un fenomeno conosciuto come ‘vaccine enhanced disease’. In altri casi gli anticorpi iniziano ad attaccare l’organismo del paziente stesso il quale viene, quindi esposto ad una malattia autoimmune10.

Le piattaforme vaccinali attualmente in sperimentazione vengono sostenute attraverso gli sforzi finanziari della Coalition for Epidemic preparedness Innovations (CEPI), una partnership globale tra organizzazioni pubbliche, private, filantropiche e civili. Una delle sfide che ognuna di queste tecniche applicate ai vaccini deve affrontare è proprio la necessità di garantire che questi vaccini siano sicuri. Una delle maggiori preoccupazioni per la scienza riguarda proprio la sindrome da miglioramento della malattia notata a partire dagli anni 60 in seguito alla somministrazione dei primi vaccini inattivati contro RSV e morbilllo11.

La malattia assume forme potenziate se mediata dal vaccino quando il soggetto sottoposto a vaccinazione viene successivamente infettato dal virus naturale. Una ricerca sulla sicurezza dei vaccini anti Covid in sperimentazione sviluppata da una equipe scientifica tra cui si distingue la figura dello stesso scienziato che ha collaborato al riuscito tentativo di creare un virus chimerico che risultasse dannoso per l’uomo affermando:

“Therefore, to examine the emergence potential (that is, the potential to infect humans) of circulating bat CoVs, we built a chimeric virus encoding a novel, zoonotic CoV spike protein—from the RsSHC014-CoV sequence that was isolated from Chinese horseshoe bats1—in the context of the SARS-CoV mouse-adapted backbone. The hybrid virus allowed us to evaluate the ability of the novel spike protein to cause disease independently of other necessary adaptive mutations in its natural backbone”12. si afferma che nel caso del vaccino inattivato RSV, il vaccino non ha prevenuto l’infezione e l’80% degli infetti ha dovuto chiedere un ricovero ospedaliero mentre due bambini sono morti. Gli scienziati avvertono che: ‘Poiché la patologia coerente con la malattia potenziata dal vaccino RSV (e forse l’ADE) è stata dimostrata per alcuni candidati al vaccino SARS-CoV-1 in modelli animali, vi è anche la preoccupazione che una sindrome simile possa verificarsi negli esseri umani immunizzati con il vaccino contro SARS-CoV-2. E’ per questo che CEPI e Brighton Collaboration Safety Platform for Emergency Vaccines (Speac) hanno convocato una riunione scientifica di lavoro13 il 12 e 13 marzo 2020 durante la quale si sono riuniti esperti nel campo dell’immunologia del vaccino e dei coronavirus allo scopo di discutere le attuali conoscenze che potrebbero costituire la base per la valutazione del rischio di malattia potenziata durante lo sviluppo del vaccino SARS-CoV-2. Il rapporto elaborato presenta considerazioni per gli sviluppatori di vaccini, è una guida utile ad evitare problemi di sicurezza per coloro che si sottopongono alla sperimentazione. Si riconoscono gli svantaggi dei vaccini ad mRNA e DNA derivanti dalla nuova natura di questi vaccini.

I vaccini moderni, già sperimentati su animali potenziano la malattia da Coronavirus e si pensa che ciò possa avvenire anche sulle persone. In pratica chi si è già vaccinato, una volta esposto nuovamente al virus naturale, ha una ricaduta e questa volta il virus aumenta la sua aggressività (sia su giovani che anziani). Questo fenomeno è conosciuto come miglioramento della malattia. Il dottor Baric ha sottolineato che esiste un grande serbatoio di CoV simili a SARS e MERS pronti per l’emergenza negli esseri umani. (…) destinati ad emergere in futuro: sarebbe importante capire dove si trovino, chi li detiene, a quale scopo, dove sono stati prodotti, da chi, perché.

Nello stesso articolo su menzionato si afferma anche che i vaccini hanno la capacità di creare un tipo di proteina altamente preciso e in grado di suscitare anticorpi corretti MA hanno lo svantaggio di non essere mai stati sperimentati sull’uomo per la produzione di massa oltre che tutti gli svantaggi relativi alle nuove forme di vaccino a mRNA e DNA

Inoltre il gruppo di esperti ritiene che la dimostrazione di un miglioramento della malattia con qualsiasi vaccino candidato dopo la provocazione virale in modelli animali non dovrebbe necessariamente rappresentare un segnale di divieto per decidere se passare alle sperimentazioni iniziali nello sviluppo clinico di un vaccino COVID-1914. E’, dunque, assodato che la malattia ‘migliori’, ovvero diventi maggiormente aggressiva in seguito alla vaccinazione oppure che i virus possano ‘cross-reagire’ tra loro.

Dunque, alla luce di quanto sopra esposto,

CHIEDIAMO

  • Che cessi immediatamente la sperimentazione dei vaccini contro il Corona Virus
  • Che i governi fermino ogni procedura legislativa e amministrativa che violi i principi del Codice di Norimberga
  • Che si desista dall’imposizione di una ‘carta verde’ vaccinale per viaggiare o spostarsi fisicamente
  • Che si desista e venga impedita la trasmissione di dati sanitari privati

Chi intende aderire a questa iniziativa può inviare una email di adesione a marcotiberti@europeanconsumers.it firmando e scannerizzando il pdf in allegato  dando il proprio consenso al trattamento dei dati personali da parte dell’Associazione, ai sensi dell’art. 13 D.lgs. n. 196/2003 e del GDPR 679/2016.

Scadenza:  lunedì 15 marzo

LETTERA IN INGLESE

Allegato (da firmare e rimandare via email a marcotiberti@europeanconsumers.it):

european_commission_Violation of nurenberg

DIffondete e fate diffondere

L’Associazione ha dei costi, anche legali, e i soli metodi che abbiamo per coprirli, non avendo finanziamenti statali sono tesseramenti e donazioni.

La vostra buona volontà e collaborazione ci aiuterà a crescere e a favorire lo sviluppo di una società realmente sostenibile e rispettosa dei diritti individuali.

Se volete o potete aiutarci trovate le informazioni qui:

https://www.europeanconsumers.it/2020/12/28/tesseramento-donazioni-affiliazioni/ .

Note

1 Loretta Bolgan, ‘Covid-19, il vaccino’, 22.05.2020
2 Satyajit Patra, American International Medical University, ‘Human Social, and Environmental Impacts of Human Genetic Engineering’, Journal of biomedical Science, J Biomedical Sci. 2015, 4: 2. doi: 10.4172 / 2254-609X.100014 https://www.jbiomeds.com/biomedical-sciences/human-social-and-environmental-impacts-of-human-genetic-engineering.php?aid=7264
3 Satyajit Patra, American International Medical University, ‘Human Social, and Environmental Impacts of Human Genetic Engineering’, Journal of biomedical Science, J Biomedical Sci. 2015, 4: 2. doi: 10.4172 / 2254-609X.100014 https://www.jbiomeds.com/biomedical-sciences/human-social-and-environmental-impacts-of-human-genetic-engineering.php?aid=7264
4 In merito a questo sorgono anche questioni di tipo etico in quanto geni umani vengono utilizzati in organismi non umani per creare nuove forme di vita: quanti geni occorrono e in quale percentuale per definire umano un essere vivente? Mangiare un vegetale contenente geni umani corrisponde al cannibalismo?I topi da laboratorio sono stati modificati in modo da produrre sperma umano. In: Satyajit Patra, American International Medical University, ‘Human Social, and Environmental Impacts of Human Genetic Engineering’, Journal of biomedical Science, J Biomedical Sci. 2015, 4: 2. doi: 10.4172 / 2254-609X.100014 https://www.jbiomeds.com/biomedical-sciences/human-social-and-environmental-impacts-of-human-genetic-engineering.php?aid=7264
5 Tabitha M. Powledge, ‘Will they throw the bath water out with the baby? The US Congress is still debating wether to outlaw cloning humans’, 15 marzo 2002, EMBO Rep. 2002 Mar 15; 3(3): 209–211. doi: 10.1093/embo-reports/kvf062
6 Si distingue tra clonazione umana riproduttiva e terapeutica
7 Satyajit Patra, American International Medical University, ‘Human Social, and Environmental Impacts of Human Genetic Engineering’, Journal of biomedical Science, J Biomedical Sci. 2015, 4: 2. doi: 10.4172 / 2254-609X.100014 https://www.jbiomeds.com/biomedical-sciences/human-social-and-environmental-impacts-of-human-genetic-engineering.php?aid=7264
9 Alex Berezow, American Council on Science and Health, ‘Covid vaccine side effects are real. Here’s what you should know’, 18 settembre 20202, https://geneticliteracyproject.org/2020/09/18/covid-vaccine-side-effects-real-heres-what-you-should-know/
10 Alex Berezow, American Council on Science and Health, ‘Covid vaccine side effects are real. Here’s what you should know’, 18 settembre 20202, https://geneticliteracyproject.org/2020/09/18/covid-vaccine-side-effects-real-heres-what-you-should-know/
11 Paul-Henri Lambert, Donna M. Ambrosino, Svein R. Andersen, Ralph S. Baric, Steven B. Black, Robert T. Chen, Cornelia L. Dekker, Arnaud M. Didierlaurent, Barney S. Graham, Samantha D. Martin, Deborah C. Molrine, Stanley Perlman, Philip A. Picard-Fraser , Andrew J. Pollard, Chuan Qin, Kanta Subbarao, e Jakob P. Cramer , ‘Consensus summary report for CEPI / BC March 12-13, 2020 meeting: Assessment of risk of disease enhancement with COVID-19 vaccines’, 25 maggio 2020, doi:  10.1016 / j.vaccine.2020.05.064. In: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7247514/
12 Consensus summary report for CEPI / BC March 12-13, 2020 meeting: Assessment of risk of disease enhancement with COVID-19 vaccines. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7247514/
14 Paul-Henri Lambert, Donna M. Ambrosino, Svein R. Andersen, Ralph S. Baric, Steven B. Black, Robert T. Chen, Cornelia L. Dekker, Arnaud M. Didierlaurent, Barney S. Graham, Samantha D. Martin, Deborah C. Molrine, Stanley Perlman, Philip A. Picard-Fraser , Andrew J. Pollard, Chuan Qin, Kanta Subbarao, e Jakob P. Cramer , ‘Consensus summary report for CEPI / BC March 12-13, 2020 meeting: Assessment of risk of disease enhancement with COVID-19 vaccines’, 25 maggio 2020, doi:  10.1016 / j.vaccine.2020.05.064. In: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7247514/
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