Studio, in Israele “tasso di mortalità simile tra vaccinati e non”

Vaccinati con patologie pregresse si ammalano in forma grave di Covid. Studio israeliano sfata l’ultimo mito sui vaccini?


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di Francesco Capo per Byoblu

All’inizio dicevano che il vaccino avrebbe reso immuni, poi hanno scoperto che non è così e che i vaccinati possono contagiare e contagiarsi. Allora hanno ammesso che i vaccinati possono ammalarsi, ma in maniera meno grave. Ora uno studio israeliano sembra però smentire anche quest’ultima affermazione.

Condotto su 300 persone, di cui 152 ricoverate in ospedale e completamente vaccinate, lo studio è stato pubblicato a luglio su una rivista scientifica: Clinical Microbiology and infection.
I ricercatori hanno analizzato pazienti vaccinati con il siero Pfizer che hanno sviluppato la malattia Covid19 più di sette giorni dopo la seconda dose e che hanno richiesto un ricovero ospedaliero. I dati raccolti si riferiscono a 17 ospedali israeliani.

Dei 152 pazienti vaccinati con doppia dose, “l’esito negativo, cioè il ricovero in ospedale con ventilazione meccanica o la morte“, ha riguardato 38 persone, dunque il 25%. Di questi ultimi 34 sono morti. Il tasso di mortalità registrato è stato quindi del 22%.

Quali erano le condizioni di salute delle 152 persone prese in analisi nello studio?

Solo sei non avevano nessuna patologia pregressa, i restanti erano persone affette da una o più di queste diverse malattie:

108 avevano ipertensione;
73 diabete;
37 malattie renali e polmonari croniche;
41 insufficienza cardiaca congenita;
29 demenza;
36 cancro;
60 erano persone immunocompromesse, cioè con un sistema immunitario deficitario.

Si tratta di fattori in grado di favorire un decorso grave della malattia Covid-19.

L’esito di questi pazienti è stato simile a quello dei pazienti ospedalizzati non vaccinati”, hanno scritto i ricercatori. Anche il tasso di mortalità nei pazienti vaccinati è risultato simile a quello dei pazienti non vaccinati ricoverati”.

La conclusione a cui sono giunti gli studiosi è che nonostante “l’alta efficacia dei vaccini”, “un’infezione in forma grave, associata ad un alto tasso di mortalità, potrebbe svilupparsi in una minoranza di individui completamente vaccinati con diverse patologie”.

Ad onor del vero, va precisato che i ricercatori hanno detto che i pazienti vaccinati da loro considerati avevano un tasso di co-morbilità e immunosoppressione più alto rispetto a quelli dei ricoverati in ospedale non vaccinati. Per questo motivo hanno concluso consigliando la vaccinazione di massa.

Non avevano però detto che i vaccinati non si sarebbero potuti ammalare gravemente e che la vaccinazione serviva proprio alle persone più fragili e anziane?

Fonte Articolo 

Fonte Studio


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