1 Dicembre 2022

Marcia indietro del sindacato infermieri: “Sì a terza dose”. Sanitari torturati e cavie di Stato

Fallite le prime due dosi di vaccino, Nursing Up si dice a favore della terza inoculazione per i sanitari. Ma se questi dovessero rifiutare perché non si fidano più della propaganda terroristica sui vaccini, come si pone il "Nursing Up"? Difenderà i suoi iscritti oppure sosterrà la falsa narrazione di Big Pharma e dei suoi portavoce?

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Marcia indietro del sindacato nazionale degli infermieri, presieduto da Antonio De Palma, che dopo aver chiesto lumi qualche settimana fa al ministero della Salute sulle decine di decessi e le decine di migliaia di contagiati da Covid tra i sanitari completamente vaccinati, e quindi sulla opportunità o meno di un altro richiamo, oggi a sorpresa apre alla terza dose per tutti i sanitari, senza che vi siano dimostrate evidenze scientifiche sulla sua efficacia, ma solo il placet del Cts italiano, ed esperti o sedicenti tali, che pure con enfasi a fine dicembre 2020 aveva dichiarato di fidarsi ciecamente di una vaccinazione sicura ed efficace. A nove mesi di distanza, oggi non solo è dimostrato che non esiste efficacia, ma peggiora la sicurezza, stando ai dati che arrivano dalla farmacovigilanza di vari paesi, come Israele e Uk.

E se sono fallite le prime due siringate, con immunizzazioni pressoché nulle, decessi e gravi effetti collaterali post-vaccino, perché dovrebbe funzionare la terza dose o la quarta, la quinta e cosi via?, ci sarebbe da chiedersi. In sostanza, più un sanitario (o altri) si inietta in corpo un siero sperimentale più potrà stare sicuro di non contrarre un virus influenzale che in 18 mesi avrebbe causato in Italia lo 0,2% di decessi attribuiti al patogeno?

E se i sanitari rifiutassero la terza inoculazione perché è venuta meno la fiducia nella propaganda terroristica sui vaccini, cosa farà il sindacato Nursing Up, sosterrà il licenziamento o la sospensione senza stipendio degli infermieri in forza di una legge liberticida come l’obbligo con un siero sperimentale? Oppure difenderà i suoi iscritti, erigendo barricate contro le ormai false narrazioni e le palesi menzogne che vengono diffuse dal governo, Cts e media mainstream, portavoce di Big Pharma?
I sanitari sono state le prime cavie sacrificate (o “torturate”) sull’altare di una sperimentazione di massa di cui neppure gli stessi produttori conoscono i rischi a medio e a lungo termine. Come dire, col braccio e la salute degli altri…

“Apprendiamo – afferma in una nota Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up -, con moderata soddisfazione la notizia riguardante gli ulteriori chiarimenti che Silvio Brusaferro, portavoce del CTS, ha voluto rilasciare nelle ultime ore agli organi di stampa. Prendiamo atto di quanto emerge dalle sue parole, in relazione alla terza dose”.

“Il Presidente dell’Istituto Superiore Sanità – aggiunge – lascia intendere che saranno inclusi nella nuova somministrazione anche gli infermieri e tutti gli altri operatori sanitari. Naturalmente dopo aver dato priorità agli ottantenni e agli immunodepressi, includendo tra questi anche i professionisti della salute con patologie pregresse”.

“Non possiamo che accogliere con cauto ottimismo questa posizione di Brusaferro e del Comitato Tecnico Scientifico. Noi, come sindacato degli infermieri, non siamo mai entrati nel merito della decisione, non ci siamo mai posti a favore o contro la terza dose. Non ci compete”, afferma ancora De Palma, “ma abbiamo rivolto più volte accorati appelli a non ignorare tutti quegli operatori sanitari che, vaccinati a inizio anno, seppur in buone condizioni di salute di base, sono oggi a rischio e potrebbero pagare a caro prezzo, nel tempo, la riduzione dell’efficacia della loro immunità”.

“Abbiamo chiesto al Ministero della Salute di proseguire negli studi sul vaccino, fornendoci le evidenze scientifiche della sua efficacia in relazione alle nuove varianti. E inoltre di chiarire le posizioni ufficiali sulla necessità o meno della terza dose per tutti gli operatori sanitari”.

“Confermiamo – dice – la necessità di effettuare piani preventivi di contrasto al Covid 19, promuovendo un comportamento omogeneo degli enti sanitari con screening continuativi, senza tralasciare, tra questi, la misurazione dei livelli anticorpali. Oggi apprendiamo che tutti i professionisti della salute, nelle intenzioni del Comitato Scientifico, saranno sottoposti alla terza dose”.

Il sindacalista poi conclude: “Naturalmente è sacrosanto che si parta da quelli più a rischio. Siamo di fronte a un importante passo in avanti rispetto alle nostre richieste pubbliche, non c’è dubbio. Attendiamo per tanto la coerenza e la concretezza di una regolamentazione specifica e di un calendario delle somministrazioni, suddiviso per età e/o categoria di operatori sanitari. Così da corroborare il nostro cauto ottimismo”. Tant’è!


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