7 Dicembre 2021

Il Covid è un business? 10mila euro al giorno per un posto in Terapia Intensiva

Fiumi di denaro scorrono per i ricoveri di pazienti affetti dal virus. Nel decreto di agosto gli incrementi tariffari. E un ricovero nei reparti ordinari delle strutture sanitarie è stato incrementato di oltre 3.700 euro

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Cifre da capogiro per i ricoveri Covid nelle strutture sanitarie, siano essi in reparti ordinari che in terapia intensiva. Tanti soldi, fiumi di denaro che vanno ad alimentare la cosiddetta pandemia. Denaro che finisce nelle casse della sanità pubblica e privata per gestire i pazienti covid.

E probabilmente è per questo che un paziente ricoverato in reparto o in intensiva ci sta settimane, o più di un mese. Magari il paziente è guarito dopo qualche giorno ma viene trattenuto con mille pretesti, visto il denaro che le strutture incassano. Cosa aspettarsi da questo modus operandi? Una impennata di casi di contagi e ricoverati. Senza timore di smentita si può tranquillamente affermare che il cosiddetto covid è un enorme business, affare anche a scapito di chi è malato di altre gravi patologie che viene trascurato e relegato in barelle in corsie.

Con il decreto 12 Agosto 2021 il ministro della Salute di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze hanno incrementato il tariffario per le attività rese a pazienti affetti dal virus. Per un ricovero nei reparti ordinari l’incremento è di 3.700 euro al giorno, mentre per un posto in Terapia Intensiva si sfiorano i 10mila euro, sempre al giorno. E’ tutto nero su bianco nella Gazzetta ufficiale collegata in basso.

All’articolo 1 “Finalità, ambito di applicazione e durata” è scritto che “In applicazione dell’art. 4, comma 2 del sopra citato decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, con il presente decreto si provvede alla determinazione dell’incremento tariffario per la remunerazione dei ricoveri ospedalieri per acuti di pazienti affetti da COVID-19, secondo quanto previsto al successivo art. 2, nonché alla individuazione dei criteri utili alla definizione delle funzioni assistenziali correlate all’emergenza COVID-19, che le regioni e province autonome possono riconoscere, ai sensi dell’art. 4, comma 1 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. 2. Il riconoscimento degli incrementi tariffari e delle funzioni assistenziali di cui al comma 1 è riferito ai soli ricoveri effettuati nel corso del periodo relativo allo stato di emergenza dichiarato sul territorio nazionale, di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e successivi provvedimenti di proroga.

Il testo è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 19 novembre e all’articolo 2 dal titolo, quello più importante che reca le cifre, si legge “Determinazione dell’incremento tariffario massimo di riferimento per le prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti a pazienti affetti da COVID-19” si legge che “Le prestazioni di ricovero per acuti a pazienti affetti da COVID-19, indipendentemente dal codice DRG della dimissione finale, sono remunerate maggiorando l’ordinaria remunerazione di cui al decreto ministeriale 18 ottobre
2012 con l’incremento tariffario di cui al comma 2 del presente articolo.

Ed eccolo il comma 2: “L’incremento tariffario massimo, – si legge – per ciascun episodio di ricovero con durata di degenza maggiore di un giorno, è pari a 3.713 euro se il ricovero è avvenuto esclusivamente in area medica e a 9.697 euro se il ricovero è transitato in terapia intensiva. In caso di dimissione del paziente per trasferimento tra strutture di ricovero e cura, l’incremento tariffario è ripartito tra le strutture in proporzione alla durata della degenza in ciascuna”.

Ecco la Gazzetta Ufficiale (da pagina 17 in poi) oppure sul sito della GU – serie generale – n. 276 del 19/11/2021.


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