1 Ottobre 2022

Ue: Google vìola Antitrust. Big G rischia multa da 6 mld

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Sede Google Google nel mirino dell’Europa. Bruxelles si appresta ad avviare un’azione formale contro il colosso di Mountain View per violazione delle norme Antitrust, aprendo la strada a quella che potrebbe essere la più grande battaglia a Bruxelles dai tempi del caso Microsoft, dieci anni fa. Quella dell’Antitrust della Ue è un’azione formale che potrebbe tradursi per Google in multe che teoricamente potrebbero superare i sei miliardi di dollari. E le indiscrezioni del Wall Street Journal pesano sui titoli Google, che perdono l’1,60% a 539,94 dollari.

L’avvio di un’azione formale da parte dell’Europa chiuderebbe un’indagine iniziata nel 2010. E sarebbe una ”cattiva notizia” per Google, perché – afferma Ioannis Lianos, professore di Global Competition Law allo University College London – significa che le autorità europee non vogliono patteggiare”.

”E’ un’indagine seria con conseguenze serie. Nei casi di abuso di posizione dominante – mette in evidenza Spencer Waller, professore antitrust alla Law School di Chicago – sono di solito previste multe ed è imposto il cambiamento di alcuni comportamenti”. Google ha cercato per due anni di patteggiare con l’Unione Europea, ma senza esito. Mountain View realizza – secondo alcune stime – il 35% dei suoi ricavi in Europa e la sua quota nella ricerca online supera il 90% in molti paesi europei, a fronte del 65% negli Stati Uniti.

La commissaria antitrust europea, Margrethe Vestager, sarebbe intenzionata ad accusare Google di abuso di posizione dominante, una delle infrazioni europee più gravi. E che è già costata una pioggia di milioni di dollari a Microsoft e Intel, che rispettivamente hanno pagato 800 milioni di dollari e 1,2 miliardi di dollari.

LA REPLICA DI GOOGLE

“Con rispetto, ma siamo fortemente in disaccordo con lo “Statement of objection” e non vediamo l’ora di presentare la nostra posizione nelle prossime settimane”. Così Google sul blog ufficiale risponde all’Antitrust Ue che ha aperto due procedure formali nei confronti del colosso americano. “Google potrà essere il motore di ricerca online più usato – scrive sul blog aziendale Amit Singhal, senior vice president di Google Search -, ma le persone oggi possono avere accesso alle informazioni in molti modi diversi e le accuse di danni, per consumatori e concorrenti, si sono dimostrate fuori luogo. Google sottolinea che gli utenti hanno “più scelta che mai”.

“Compagnie come Axel Springer, Expedia, TripAdvisor, and Yelp”, aggiunge Singhal, “hanno sostenuto che la pratica di Google di includere nelle ricerche i nostri risultati specializzati (Flight Search, Maps e risultati locali) abbia significativamente danneggiato il loro business.

Ma il loro traffico, i loro ricavi e i loro profitti dicono qualcosa di molto diverso”. Quanto allo shopping, sottolinea Google, “c’è un’enorme competizione”, ad esempio con Amazon ed eBay, “due dei maggiori siti di e-commerce al mondo”. Oltre allo “Statement of objection” con l’accusa di “abuso di posizione dominante nel mercato della ricerca su internet” l’Antitrust Ue oggi ha aperto un’indagine formale sul sistema Android.

Anche su quest’ultima l’azienda risponde con un post, firmato da Hiroshi Lockheimer, vice presidente of Engineering di Android. “Non solo Google ha ottenuto benefici dal successo di Android – spiega -. Il modello Android ha permesso ai produttori di competere con le proprie innovazioni. Gli sviluppatori possono raggiungere un pubblico maggiore e costruire business solidi. E i consumatori ora hanno una scelta senza precedenti e a prezzi quanto mai contenuti. Non vediamo l’ora di discutere di questi aspetti più nel dettaglio con la Commissione europea nei prossimi mesi”, conclude.


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